Pensieri profondi su IA e cybercrime (senza attendere 7,5 milioni di an
WEBINAR ISACA venerdì 27 marzo 2026
Orario 15:00-17:00 (2 CPE)
“Pensieri profondi su IA e cybercrime (senza attendere 7,5 milioni di anni)”
“La risposta non è 42, ma quasi “
Negli ultimi tempi, sembra che l’intelligenza artificiale sia diventata la colonna sonora di ogni campagna di cybercrime degna di questo nome. C’è chi la immagina come un’entità onnipotente capace di superare firewall, scrivere malware, e magari anche prepararti un caffè mentre orchestra una campagna di exploit massiva. In realtà, la situazione è leggermente meno epica, e molto più… burocratica.
Questo webinar esplora come l’IA venga realmente usata dai criminali digitali — e, spoiler: non per conquistare il mondo.
Abbiamo e-mail di phishing così ben scritte da sembrare quasi educate, cloni vocali che telefonano ai CFO con l’intonazione di un cugino credibile, e video generati ad arte per convincerti che sì, per evitare la fine del mondo devi proprio cliccare su quel link.
Tutto molto moderno, tutto molto precario.
Tuttavia, quando si tratta di orchestrare un vero attacco — scrivere codice malevolo, gestire una botnet o un’infezione complessa — l’IA dimostra lo stesso entusiasmo operativo di un tostapane filosofico: tanto potenziale, poca iniziativa.
Di certo esistono campi in cui se la cava davvero, quali lo smishing e la raccolta automatica di informazioni sul target, come pure nell’automazione delle scansioni una volta che l’attaccante ha aperto una breccia, casi in cui può “creare contenuto” o scandagliare Internet con zelo quasi umano, ma senza lamentarsi del caffè bruciato.
Ma come scopriremo e nonostante la narrazione mainstream, ci ritroviamo in un universo dove l’IA criminale è più simile a Marvin il robot depresso che a Skynet: brillante ma lievemente disillusa, estremamente efficiente quando fa quello che le pare, e terribilmente goffa ogni volta che cerca di sembrare più intelligente di quanto sia.
Stefano Maccaglia
Stefano è Director of the Incident Response practice in Netwitness e guida un team globale che opera in differenti nazioni e supporta i Clienti durante gli incidenti e le crisi.
Ha lavorato come Principal Consultant, Senior Analyst e Project Manager ed è stato Global Practice Manager Incident Response at Netwitness (RSA Security) e ha alle spalle numerose investigazioni su incidenti di grandi dimensioni in varie parti del mondo. Hacker della prima ora, nonche’ antropologo e sociologo, nel suo percorso lavorativo ha collaborato con molte realta’ di primo piano del panorama ICT mondiale, da Digital a Cisco. Speaker abituale di conferenze internazionali, al di fuori del lavoro e’ attivo nella produzione di contributi sulle tematiche della cybersecurity e del cyber-spionaggio.
Le slide sono accessibili QUI




