BCE: Stabilità, regolamentazione e supervisione delle istituzioni finanziarie europee – prima parte

Aprile 2007 | Compliance
070426-bce-sorveglianza La Banca Centrale Europea ha pubblicato, lo scorso 24 aprile 2007, il suo "Rapporto annuale 2006" (pdf,  4.6 M, 268 pagine) il cui quarto capitolo è dedicato alla stabilità, regolamentazione e supervisione delle istituzioni finanziarie europee. Particolarmente interessante i paragrafi 2.4 "La regolamentazione e la vigilanza finanziaria" e 4.4 "La sorveglianza sull’infrastruttura di mercato". In questa prima parte sintetizzeremo i contenuti del primo dei due paragrafi su indicati. Nella seconda parte dell’articolo vedremo, invece, gli aspetti di supervisione delle infrastrutture.

Libro bianco sulla politica dei servizi finanziari

Il 5 dicembre 2005 la Commissione europea ha pubblicato il "Libro bianco sulla politica dei servizi finanziari per il periodo 2005-10" (doc , 280 K e pdf , 258 K) che illustra le priorità di azioni per il periodo in oggetto volti essenzialmente all'eliminazione degli ostacoli che frenano la crescita economica e l’occupazione ed al miglioramento della legislazione e dei controlli. Il libro osserva, in particolare, che alla luce dell’integrazione dei mercati finanziari UE anche se alcune attività al dettaglio resteranno a carattere locale, le imprese perseguono sempre più economie di scala a livello paneuropeo, conservando spesso la loro presenza fisica locale, ma centralizzando le funzioni di gestione dei rischi e dei servizi amministrativi di retrosportello, procedendo a fusioni transfrontaliere e servendosi di Internet. Di conseguenza, si devono adeguare le strutture normative e di vigilanza nell’UE e si devono ridurre, dove sia possibile, i costi regolamentari. Il nucleo della metodologia comunitaria in materia di normativa e di vigilanza si fonda ora sui quattro livelli dell’approccio Lamfalussy , che riscuote ampi consensi e ottiene buoni risultati. Il processo decisionale e i dispositivi per la vigilanza sono ora molto più efficienti e flessibili.

Cos’è l’approccio Lamfalussy?

L’approccio Lamfalussy è una procedura a quattro livelli per l’approvazione della legislazione comunitaria in materia di valori mobiliari, banche e assicurazioni. Il primo livello consiste di principi quadro, sotto forma di direttive o regolamenti, da adottare secondo le normali procedure legislative dell’UE. Il secondo livello contempla invece misure dettagliate per l’attuazione dei principi di primo livello. Il terzo livello prevede una rete potenziata di cooperazione e di contatto fra le autorità di vigilanza nazionali, al fine di garantire che la legislazione di primo e secondo livello sia recepita in modo coerente nei diversi paesi dell’UE. Infine, il quarto livello corrisponde all’esecuzione rafforzata delle norme, in particolare grazie all’intervento della Commissione volto a garantire il rispetto della legislazione comunitaria, con il sostegno della cooperazione intensificata fra gli Stati membri, i loro organi di regolamentazione e il settore privato.

Tendenze nella vigilanza europea

Il 23 ottobre 2006 la BCE ha pubblicato un rapporto in cui viene fornito un quadro delle ultime modifiche introdotte di recente nelle strutture di vigilanza degli allora 25 Stati membri dell’UE e dei due paesi in procinto di aderire all’UE (pdf, 168 K). Nel rapporto si individuano alcune tendenze comuni:
  • la spinta verso un consolidamento delle autorità di vigilanza a livello nazionale, al fine di accrescerne l’efficienza e l’efficacia;
  • a partecipazione delle banche centrali ai sistemi di vigilanza nazionali in quasi tutti i paesi;
  • la definizione, in quasi tutti gli Stati membri, di accordi formali che garantiscano la cooperazione e lo scambio di informazioni fra le banche centrali e le autorità di vigilanza bancaria.

Direttiva sull’adeguatezza patrimoniale

Con l’adozione della direttiva sull’adeguatezza patrimoniale nel giugno 2006, le nuove norme in materia sono state recepite nella legislazione comunitaria. Il processo legislativo relativo a Basilea 2 si è pertanto concluso a livello dell’UE e il nuovo schema di regolamentazione patrimoniale, compresa l’adozione dei metodi più avanzati, sarà pienamente operativo nell’UE a partire dal gennaio 2008. Fin dal gennaio 2007 gli istituti di credito potranno impiegare i metodi meno avanzati per il calcolo dei coefficienti patrimoniali a fronte dei rischi di credito e operativo.
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Informazioni sull'autore di questo articolo

Agatino Grillo, CISA, CISM, CISSP, fa parte del comitato direttivo di IsacaRoma. Precedentemente è stato nel comitato direttivo di AIEA. Ha scritto diversi articoli per IsacaRoma Newsletter.

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