Banca d’Italia: Better regulation (seconda parte)
Inserito da Cristina Cellucci il Lun, 2007-03-26 06:26
Bankit | Compliance | Finance | Marzo 2007
070326-bankit-betterregulation2
Nella prima
parte di quest’articolo abbiamo sintetizzato i
principi generali della better regulation così come sono
stati
esposti da Anna Maria Tarantola, Direttore Centrale per la Vigilanza
Creditizia e Finanziaria di Banca d’Italia nel suo speech dal
titolo "L’interazione tra Autorità e mercato nella
produzione normativa. Regole e prassi nella Banca d’Italia." (pdf,
46 K) al recente convegno Abi dello scorso 14 marzo 2007. In questa
seconda parte vediamo come tali principi si applicano alla legge sul
risparmio, riproducendo il paragrafo del discorso dedicato a tale tema.
La "codificazione" in una norma giuridica dei principi fondamentali della better regulation è un fatto positivo, che marca un progresso di civiltà giuridica. È apprezzabile l’impostazione della norma, che stabilisce principi e doveri di tipo generale, rimettendone l’attuazione ai comportamenti e alle norme proprie dei regolatori. Una disciplina legislativa maggiormente prescrittiva e dettagliata mal si adatterebbe alle differenze istituzionali e organizzative delle diverse Autorità di controllo e rischierebbe di ingessarne l’attività. La legge sembra richiedere, anzitutto, trasparenza del processo normativo: le scelte devono essere motivate, devono formarsi in un processo che veda coinvolti i soggetti interessati, devono essere valutate sotto il profilo degli impatti sui destinatari e su altre categorie di soggetti. Tutto ciò costituisce, del resto, parte del generale dovere di accountability a cui le Autorità di vigilanza sono tenute nei confronti degli interlocutori istituzionali, del mercato, dell’opinione pubblica.
La legge, nell’imporre oneri formali di disclosure, delinea anche principi più sostanziali, quali la ponderazione delle scelte, la proporzionalità dei mezzi rispetto agli obiettivi, la minimizzazione degli oneri sui destinatari, la revisione della normativa alla luce dell’evoluzione del mercato. Occorre, cioè, che il processo decisionale sia razionale, documentato, per quanto possibile fondato sulla conoscenza dei fatti e sulla capacità di prevedere le conseguenze delle decisioni prese.
La concreta attuazione di questi principi deve, come detto, essere disciplinata con apposito regolamento di ciascuna Autorità. Per la Banca d’Italia, l’adozione del regolamento costituisce strumento per dare maggiore evidenza a prassi e modi di operare cui già si ispira e che trovano ora più puntuale applicazione, specie nelle consultazioni e nelle analisi d’impatto. Nel contempo, essa potrà costituire l’occasione per organizzare in modo più strutturato sia la fase interna di analisi e preparazione delle scelte sia quella di interlocuzione con l’esterno.
(tratto da: Anna Maria Tarantola, "L’interazione tra Autorità e mercato nella produzione normativa. Regole e prassi nella Banca d’Italia." (pdf, 46 K)
Fine seconda parte
Leggi prima parte
Ha scritto numerosi articoli per IsacaRoma Newsletter.
I procedimenti normativi nella legge sul risparmio e la prassi della Banca d’Italia
I temi della better regulation e della scelta del tipo di regolamentazione sono particolarmente attuali per il nostro Paese. L’articolo 23 della legge sul risparmio prevede, per i procedimenti normativi delle Autorità di vigilanza, obblighi in punto di motivazione delle scelte, di analisi d’impatto, di consultazione dei destinatari delle norme e degli organismi rappresentativi dei consumatori. La norma richiama il principio di proporzionalità, inteso come "criterio di esercizio del potere adeguato al raggiungimento del fine, con il minore sacrificio degli interessi dei destinatari"; inoltre, obbliga le Autorità alla periodica revisione delle normative emanate, per adeguarle all’evoluzione del mercato e degli interessi protetti. Infine, dispone che le Autorità emanino regolamenti per disciplinare le modalità con cui dare attuazione a detti principi.La "codificazione" in una norma giuridica dei principi fondamentali della better regulation è un fatto positivo, che marca un progresso di civiltà giuridica. È apprezzabile l’impostazione della norma, che stabilisce principi e doveri di tipo generale, rimettendone l’attuazione ai comportamenti e alle norme proprie dei regolatori. Una disciplina legislativa maggiormente prescrittiva e dettagliata mal si adatterebbe alle differenze istituzionali e organizzative delle diverse Autorità di controllo e rischierebbe di ingessarne l’attività. La legge sembra richiedere, anzitutto, trasparenza del processo normativo: le scelte devono essere motivate, devono formarsi in un processo che veda coinvolti i soggetti interessati, devono essere valutate sotto il profilo degli impatti sui destinatari e su altre categorie di soggetti. Tutto ciò costituisce, del resto, parte del generale dovere di accountability a cui le Autorità di vigilanza sono tenute nei confronti degli interlocutori istituzionali, del mercato, dell’opinione pubblica.
La legge, nell’imporre oneri formali di disclosure, delinea anche principi più sostanziali, quali la ponderazione delle scelte, la proporzionalità dei mezzi rispetto agli obiettivi, la minimizzazione degli oneri sui destinatari, la revisione della normativa alla luce dell’evoluzione del mercato. Occorre, cioè, che il processo decisionale sia razionale, documentato, per quanto possibile fondato sulla conoscenza dei fatti e sulla capacità di prevedere le conseguenze delle decisioni prese.
La concreta attuazione di questi principi deve, come detto, essere disciplinata con apposito regolamento di ciascuna Autorità. Per la Banca d’Italia, l’adozione del regolamento costituisce strumento per dare maggiore evidenza a prassi e modi di operare cui già si ispira e che trovano ora più puntuale applicazione, specie nelle consultazioni e nelle analisi d’impatto. Nel contempo, essa potrà costituire l’occasione per organizzare in modo più strutturato sia la fase interna di analisi e preparazione delle scelte sia quella di interlocuzione con l’esterno.
(tratto da: Anna Maria Tarantola, "L’interazione tra Autorità e mercato nella produzione normativa. Regole e prassi nella Banca d’Italia." (pdf, 46 K)
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