Tesi di laurea in Compliance – intervista a Luca Gallo (prima parte)
Inserito da Cristina Cellucci il Gio, 2007-02-20 09:13
Compliance | Febbraio 2007
070220-intervista-luca-gallo1
Le problematiche legate alle recenti istruzioni (al momento in bozza)
di vigilanza di Banca d’Italia sulla Compliance sono
analizzate anche in ambito universitario. Ne parliamo con il (neo)
dottore Luca Gallo neolaureato in "Economia
Aziendale" con una tesi sulla Compliance.
IsacaRoma (IR): Ciao Luca e grazie per essere qui con noi. Vuoi presentarti ai nostri lettori?
Luca Gallo (LG): Mi chiamo Luca Gallo, ho 29 anni e mi sono laureato lo scorso 18 dicembre 2006 presso la facoltà di economia "Federico Caffè" dell’Università degli studi "Roma TRE" con il prof. Roberto Aguiari con una tesi dal titolo "Compliance, funzione che aggiunge valore".
IR: Che rapporti hai con AICOM, l’associazione Italiana Compliance?
LG: Collaboro con AICOM dal marzo del 2006. L’associazione rappresenta un punto di riferimento per tutti coloro i quali seguono professionalmente la materia o, più semplicemente, sono interessati ad approfondirne i temi legati alla sempre maggiore complessità normativa e organizzativa dell’attività d’impresa.
IR: La Compliance è un tema dibattuto all’Università? Sei il primo a laurearti su tale argomento o fai parte di un gruppo più ampio?
LG: Il professor Aguiari si occupa da tempo di compliance con particolare attenzione ai costi che la conformità comporta per le aziende e seguendo l’evoluzione di tale funzione sia sul panorama nazionale che internazionale. Data la crescente importanza che la funzione compliance riveste, il professore Aguiari dispone già di un discreto numero di studenti laureati che hanno trattato nelle loro tesi i diversi aspetti della compliance. Aguiari inoltre è stato il primo in Italia ad aver istituito un corso universitario sulla compliance "Economia e gestione delle imprese: la compliance".
IR: Passiamo alla tua tesi di laurea sulla "compliance". Che aspetti hai trattato?
LG: La tesi, che si intitola "Compliance, funzione che aggiunge valore", tratta delle principali direttive che hanno reso necessario l’istituzione di una funzione di compliance ed il loro impatto sul mondo economico; sono analizzati i costi ed i benefici derivanti dall’implementazione della funzione, le diverse modalità di approccio e la sua collocazione all’interno dell’organizzazione.
IR: Come definiresti la Compliance?
LG: Il rispetto della legalità e della correttezza negli affari è, da sempre, elemento indispensabile dell’attività d’impresa, fondata sulla fiducia. Peraltro, l’evoluzione dei mercati, finanziari e non, in termini di innovazione dei prodotti, di trasferimento di rischi e di proiezione internazionale, rende più complessi l’identificazione e il controllo dei comportamenti che possono costituire violazione delle norme, degli standard operativi, dei principi deontologici ed etici dell’attività di intermediazione.
IR: Cosa dovrebbero fare le aziende?
LG: In questo contesto è necessario, da un lato, promuovere una cultura aziendale improntata a principi di onestà, correttezza e rispetto non solo della lettera, ma anche dello spirito, delle norme; dall’altro, approntare specifici presidi organizzativi, volti ad assicurare il rigoroso rispetto delle prescrizioni normative e di autoregolamentazione, richiedendo l’istituzione di un’apposita funzione di prevenzione e gestione del rischio di violazioni delle richiamate prescrizioni. È opportuno, inoltre, che vi sia piena discrezionalità nella scelta delle soluzioni organizzative più idonee ed efficaci.
IR: La Compliance può anche produrre valore?
LG: La funzione di conformità alle norme ha un’importanza determinante in termini di creazione di valore aziendale, conseguibile attraverso il rafforzamento e la preservazione del buon nome della società e della fiducia del pubblico nella sua correttezza operativa e gestionale.
IR: Che norme hai preso in considerazione nella tua tesi?
LG: Le principali norme esaminate sono:
Fine prima parte
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IsacaRoma (IR): Ciao Luca e grazie per essere qui con noi. Vuoi presentarti ai nostri lettori?
Luca Gallo (LG): Mi chiamo Luca Gallo, ho 29 anni e mi sono laureato lo scorso 18 dicembre 2006 presso la facoltà di economia "Federico Caffè" dell’Università degli studi "Roma TRE" con il prof. Roberto Aguiari con una tesi dal titolo "Compliance, funzione che aggiunge valore".
IR: Che rapporti hai con AICOM, l’associazione Italiana Compliance?
LG: Collaboro con AICOM dal marzo del 2006. L’associazione rappresenta un punto di riferimento per tutti coloro i quali seguono professionalmente la materia o, più semplicemente, sono interessati ad approfondirne i temi legati alla sempre maggiore complessità normativa e organizzativa dell’attività d’impresa.
IR: La Compliance è un tema dibattuto all’Università? Sei il primo a laurearti su tale argomento o fai parte di un gruppo più ampio?
LG: Il professor Aguiari si occupa da tempo di compliance con particolare attenzione ai costi che la conformità comporta per le aziende e seguendo l’evoluzione di tale funzione sia sul panorama nazionale che internazionale. Data la crescente importanza che la funzione compliance riveste, il professore Aguiari dispone già di un discreto numero di studenti laureati che hanno trattato nelle loro tesi i diversi aspetti della compliance. Aguiari inoltre è stato il primo in Italia ad aver istituito un corso universitario sulla compliance "Economia e gestione delle imprese: la compliance".
IR: Passiamo alla tua tesi di laurea sulla "compliance". Che aspetti hai trattato?
LG: La tesi, che si intitola "Compliance, funzione che aggiunge valore", tratta delle principali direttive che hanno reso necessario l’istituzione di una funzione di compliance ed il loro impatto sul mondo economico; sono analizzati i costi ed i benefici derivanti dall’implementazione della funzione, le diverse modalità di approccio e la sua collocazione all’interno dell’organizzazione.
IR: Come definiresti la Compliance?
LG: Il rispetto della legalità e della correttezza negli affari è, da sempre, elemento indispensabile dell’attività d’impresa, fondata sulla fiducia. Peraltro, l’evoluzione dei mercati, finanziari e non, in termini di innovazione dei prodotti, di trasferimento di rischi e di proiezione internazionale, rende più complessi l’identificazione e il controllo dei comportamenti che possono costituire violazione delle norme, degli standard operativi, dei principi deontologici ed etici dell’attività di intermediazione.
IR: Cosa dovrebbero fare le aziende?
LG: In questo contesto è necessario, da un lato, promuovere una cultura aziendale improntata a principi di onestà, correttezza e rispetto non solo della lettera, ma anche dello spirito, delle norme; dall’altro, approntare specifici presidi organizzativi, volti ad assicurare il rigoroso rispetto delle prescrizioni normative e di autoregolamentazione, richiedendo l’istituzione di un’apposita funzione di prevenzione e gestione del rischio di violazioni delle richiamate prescrizioni. È opportuno, inoltre, che vi sia piena discrezionalità nella scelta delle soluzioni organizzative più idonee ed efficaci.
IR: La Compliance può anche produrre valore?
LG: La funzione di conformità alle norme ha un’importanza determinante in termini di creazione di valore aziendale, conseguibile attraverso il rafforzamento e la preservazione del buon nome della società e della fiducia del pubblico nella sua correttezza operativa e gestionale.
IR: Che norme hai preso in considerazione nella tua tesi?
LG: Le principali norme esaminate sono:
- il D.lgs 231/2001 la responsabilità “amministrativa” delle società e modelli organizzativi;
- la Direttiva MiFID – 2004/39/CE, Markets in Financial Instruments Directive
- le disposizioni del “Sarbanes-Oxley Act 2002” in materia di controllo interno ed informativa societaria ed in particolare
- sez. 302, "disclosure controls and procedures";
- sez. 906 che stabilisce la separata attestazione, da parte del CEO e del CFO, che il rapporto annuale contenente il bilancio riflette correttamente, la situazione patrimoniale-finanziaria e i risultati delle operazioni dell’emittente;
- sez. 404, "internal control over financial reporting"
- Basilea e Basilea 2, il nuovo accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche.
Fine prima parte
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