Banca d’Italia: Basilea 2 – Cosa devono fare le banche adesso – le nuove istruzioni di vigilanza

Bankit | Compliance | Finance | Gennaio 2007
070124-bankit-carosio Il Vice Direttore Generale della Banca d’Italia, Giovanni Carosio, intervenendo lo scorso 22 gennaio 2007 al convegno ABI "Credit & Operational Risks 2007" ha commentato le recenti "Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche" (di cui abbiamo già parlato in questa newsletter). Il testo del suo discorso è disponibile sul sito della Banca D’Italia (pdf, 80 K). L’oggetto della regolamentazione e dei controlli si sposta, ha affermato Carosio, "dalla disciplina delle attività degli intermediari al controllo dei rischi (…) la tecnica di regolamentazione definisce gli obiettivi prudenziali da conseguire più che prescrivere adempimenti dettagliati (…) si estende l’area dell’armonizzazione internazionale delle regole e delle prassi di vigilanza".

Better regulation

Come già ricordato in un precedente intervento, lo scorso 28 dicembre 2006 la Banca d’Italia ha emanato le ''Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche'', con le quali viene data attuazione alle direttive comunitarie in materia di adeguatezza patrimoniale degli intermediari. Nel suo intervento, Carosio ha ribadito che il procedimento che ha condotto all’emanazione delle nuove disposizioni di vigilanza aderisce a principi e tecniche della cosiddetta better regulation – quali l’analisi costi-benefici, la consultazione degli operatori, le analisi di impatto – attraverso le quali si cerca di illustrare e motivare le esigenze e gli obiettivi della regolamentazione, di minimizzarne l’onerosità, di recepire le istanze e le prassi migliori degli operatori; tecniche e principi divenuti, con la legge sul risparmio, precisi obblighi normativi per le Autorità di Vigilanza.

Principio di proporzionalità

Nelle nuove disposizioni prudenziali si è anche data larga attuazione, per la prima volta, al principio di proporzionalità, secondo cui gli adempimenti richiesti agli operatori sono proporzionati alle loro dimensioni, alle caratteristiche operative e alla rilevanza dei rischi che assumono. La determinazione dei requisiti patrimoniali si articola in un sistema di regole modulari, che consentono un ampio ventaglio di opzioni per i sistemi di misurazione e gestione dei rischi; opzioni che, entro certi limiti, possono essere esercitate anche in modo indipendente nei diversi comparti di attività.

Regolamentazione per obiettivi

Ove possibile, la disciplina tende a evitare un’eccessiva prescrittività, fornendo, accanto a criteri generali e principi, linee guida applicative e indicazioni su prassi ritenute accettabili, diffuse e utilizzate presso gli intermediari. Tale tecnica è particolarmente utile nelle aree della regolamentazione maggiormente caratterizzate da ricerca e sperimentazione di soluzioni innovative, quali le metodologie avanzate per la quantificazione dei rischi e il processo di valutazione prospettica dell’adeguatezza patrimoniale.  Per tale via si mira, da un lato, a preservare i vantaggi di una regolamentazione per obiettivi: adattabilità all’innovazione finanziaria e libertà per gli intermediari di introdurre nuove tecniche di gestione dei rischi; dall’altro, a ridurre l’incertezza degli operatori sull’accettabilità delle metodologie da essi elaborate.

L’applicazione da parte delle banche

L’ordinamento comunitario e quello interno consentono il mantenimento nel corso del 2007 del previgente regime prudenziale. Pertanto, durerà ancora per il 2007 la coesistenza di due diverse discipline, le vecchie "istruzioni di vigilanza" e le "nuove disposizioni prudenziali", le prime applicabili alle banche che hanno optato per il "vecchio" regime, le seconde a quelle che hanno scelto di applicare subito "Basilea II". È invece immediatamente operativa, per tutte le banche, la nuova disciplina del patrimonio di vigilanza. La necessità di scegliere consapevolmente tra diverse soluzioni tecnicamente complesse e di controllarne l’efficace attuazione impone agli organi aziendali di avere piena consapevolezza dei sistemi di gestione e controllo dei rischi di cui si avvale la banca. Richiede anche distinzione di ruoli e responsabilità tra chi individua le strategie, chi attuandole gestisce nel concreto l’operatività aziendale e chi, infine, controlla la gestione; un’equilibrata articolazione degli organi societari, che tenga conto anche delle specifiche competenze professionali necessarie per esercitare efficacemente le funzioni affidate. La scelta di un sistema di governo aziendale efficace è essa stessa fattore competitivo determinante.

Conclusioni

Le nuove regole non realizzano solo un significativo progresso nei livelli di sicurezza e stabilità dei sistemi bancari, ma ottengono anche il risultato di accrescere la libertà di scelta degli intermediari e i vantaggi economici ricavabili da miglioramenti nei sistemi di gestione dei rischi. Lo sfruttamento di questi margini di libertà e di questi potenziali benefici implica per le banche decisioni complesse, in cui si intrecciano aspetti tecnici e strategici.

Chi è Cristina Cellucci?

Cristina Cellucci è una esperta di Internal Audit e Compliance in ambito finanziario. Può essere contattata via email : nome.cognome@gmail.com
Ha scritto numerosi articoli per IsacaRoma Newsletter.

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