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Compliance: il processo di controllo alla luce delle nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche (seconda parte)

By Fabio Musso e Agatino Grillo
Creato 2007-01-03 12:29
070103-nuovedisposizioni-srp (di Fabio Musso e Agatino Grillo)
Nella prima parte [1] di questa serie di articoli dedicati alle nuove ''Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche [2]'' emanate da Banca D’Italia abbiamo presentato il quadro di riferimento generale ed i possibili impatti in ordine alle problematiche sulla Compliance [3].
In questa seconda parte presenteremo il nuovo processo di controllo prudenziale (Supervisory Review Process - SRP) richiesto al Titolo III (
pdf [4], 344 K) delle disposizioni dal punto di vista delle banche; nella terza parte analizzeremo gli aspetti del SRP dal punto di vista dell’organo di vigilanza.

Il processo di controllo prudenziale

Il processo di controllo prudenziale (Supervisory Review Process - SRP) si articola in due fasi integrate:
  1. il processo interno di determinazione dell’adeguatezza patrimoniale (Internal Capital Adequacy Assessment Process – ICAAP) per mezzo della quale la banca effettua un’autonoma valutazione della propria adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, in relazione ai rischi assunti e alle strategie aziendali.
  2. il processo di revisione e valutazione prudenziale (Supervisory Review and Evaluation Process - SREP) di competenza dell’Autorità di vigilanza che riesamina l’ICAAP, formula un giudizio complessivo sulla banca e attiva, ove necessario, misure correttive.

ICAAP

L’ICAAP viene svolto da ciascuna banca al fine di consentire alla Banca d’Italia di effettuare una valutazione documentata e completa delle caratteristiche qualitative fondamentali del processo di pianificazione patrimoniale, dell’esposizione complessiva ai rischi e della conseguente determinazione del capitale interno complessivo. Si noti che l’ICAAP presuppone che l’organo di governo societario della banca non solo individui gli orientamenti strategici e le politiche di gestione del rischio ma anche che, come già
ribadito [5] nel Titolo I (pdf [6], 565 K) delle nuove disposizioni, esso verifichi nel continuo l’efficacia e l’efficienza delle varie funzioni e strutture aziendali che presidiano i rischi specifici.
Inoltre il "processo ICAAP deve essere documentato, conosciuto e condiviso dalle strutture aziendali e sottoposto a revisione interna. Le banche illustrano alla Banca d’Italia, con cadenza annuale, le caratteristiche fondamentali del processo, l’esposizione ai rischi e la determinazione del capitale ritenuto adeguato a fronteggiarli attraverso un resoconto strutturato. Quest’ultimo contiene anche un’auto-valutazione dell’ICAAP che individua le aree di miglioramento, le eventuali carenze del processo e le azioni correttive che si ritiene di porre in essere."

Fasi dell’ICAAP

Le disposizioni consigliano di scomporre l’ICAAP in quattro fasi (fermo restando che ciascuno intermediario in omaggio al principio di proporzionalità può modulare il processo secondo le proprie esigenze):
  1. individuazione dei rischi da sottoporre a valutazione;
  2. misurazione/valutazione dei singoli rischi e del relativo capitale interno;
  3. misurazione del capitale interno complessivo;
  4. determinazione del capitale complessivo e riconciliazione con il patrimonio di vigilanza.
Nel seguito vedremo gli aspetti relativi al primo punto; si rimanda al documento originale di Bankit per il dettaglio dei vari punti.

Rischi oggetto di analisi nell’ICAAP

Le banche effettuano in autonomia un’accurata identificazione dei rischi ai quali sono esposte in relazione alla propria operatività e ai mercati di riferimento. In generale i rischi oggetto di analisi (come meglio dettagliato nell’allegato F delle disposizioni) sono:

I profili organizzativi

"L’analisi dell’assetto organizzativo costituisce un fattore cruciale per la comprensione della situazione delle banche. Nell'ambito di tale analisi assumono primaria importanza i controlli di tipo ispettivo". Particolare rilevanza assume la verifica del funzionamento del sistema dei controlli interni (di primo e di secondo livello, di revisione interna, di conformità) e, più in generale, del rispetto delle disposizioni in materia organizzativa previste dalla vigente normativa, ivi compresi i requisiti organizzativi necessari per l’impiego dei modelli interni per il calcolo del requisito patrimoniale a fronte dei rischi di credito, di controparte, di mercato e operativo. L’esame si estende a tutte le componenti dell’assetto organizzativo: variabili di “contesto” (struttura di governance, assetti di gruppo, capacità competitiva e politiche di sviluppo perseguite), macrostruttura, sistemi operativi (sistema informativo aziendale; sistemi di rilevazione e rappresentazione dei fatti aziendali), controlli interni.

Periodicità dell’ICAAP

Annualmente, attraverso l’ICAAP, le banche comunicano all’organo di vigilanza:
Nella pianificazione annuale le banche devono anche identificare le azioni correttive da intraprendere in caso di errori o di scostamenti dalle stime.

Contenuti e struttura dell’informativa sull’ICAAP

Il resoconto è articolato nelle seguenti aree informative:
  1. linee strategiche e orizzonte previsivo considerato;
  2. governo societario, assetti organizzativi e sistemi di controllo interno connessi con l’ICAAP;
  3. metodologie e criteri utilizzati per l’identificazione, la misurazione, l’aggregazione dei rischi e per la conduzione degli stress test;
  4. stima e componenti del capitale interno complessivo con riferimento alla fine dell’esercizio precedente e, in un’ottica prospettica, dell’esercizio in corso;
  5. raccordo tra capitale interno complessivo e requisiti regolamentari e tra capitale complessivo e patrimonio di vigilanza;
  6. auto-valutazione dell’ICAAP.
L’allegato E delle disposizioni forniscono maggiori dettagli sul contenuto informativo atteso per le singole aree informative.

Fine seconda parte
Leggi
prima [7] parte

Chi è Fabio Musso?

Fabio Musso, dottore commercialista e revisore dei conti, è responsabile dell’Ufficio "Compliance" di OASI. Precedentemente ha lavorato Ernst&Young SALT ed in primari studi professionali. Può essere contattato attraverso il sito web di OASI o via email: f.musso AT oasi-servizi.it (sostituire AT con @)
Fabio Musso è stato recentemente
intervistato [8] sui temi della Compliance per IsacaRoma Newsletter.

Chi è Agatino Grillo?

Agatino Grillo, CISA, CISM, CISSP, fa parte del comitato direttivo di IsacaRoma. Precedentemente è stato nel comitato direttivo di AIEA. Ha scritto diversi
articoli [9] per IsacaRoma Newsletter.

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