Compliance: la vision di PricewaterhouseCoopers
Inserito da Cristina Cellucci il Lun, 2006-12-18 20:24
Compliance | Dicembre 2006
061218-pwc-compliance
Ritorniamo sul tema dei servizi delle aziende rispetto alle nuove
istruzioni di Banca d’Italia sulla Compliance. Dopo gli
interventi di OASI
e KPMG
è ora la volta del dott. Fabiano Quadrelli, Director di PricewaterhouseCoopers.
IsacaRoma (IR): Buongiorno dott. Quadrelli e grazie per la collaborazione. La Banca d'Italia ha recentemente emanato specifiche istruzioni di vigilanza sulla "Compliance" per gli intermediari vigilati, che, per quanto ancora in bozza, hanno già mosso il mercato. Qual è la vision di PricewaterhouseCoopers? Che tipi di servizi, prodotti, attività state predisponendo?
Fabiano Quadrelli (FQ): PricewaterhouseCoopers, già da qualche anno, sta svolgendo attività presso i propri clienti allo scopo di creare e dare ruoli e responsabilità a funzioni che svolgano attività di compliance. Il mercato finanziario italiano, così come quello mondiale, è regolamentato in modo significativo da norme primarie e secondarie aventi l’obiettivo sia di garantire i diritti degli investitori sia di dare istruzioni, anche di carattere organizzativo, tali da regolare l’operatività aziendale. A tal proposito i servizi che offriamo hanno l’obiettivo di creare all’interno delle organizzazioni aziendali regole e modalità operative affinché la gestione dei rischi regolamentari e reputazionali, nonché di compliance, diventino obiettivi primari così da trasformare il "costo" della compliance per le aziende, costo che già oggi nel sistema bancario/finanziario è significativo, in un "investimento" volto a creare valore per l’azienda.
IR: PricewaterhouseCoopers ha da tempo predisposto una propria funzione per i servizi di "Governance, Risk and Compliance"; qual è l’approccio che suggerire ai vostri clienti? Governance, Risk e Compliance sono tre aspetti dello stesso problema?
FQ: PricewaterhouseCoopers prevede da tempo, nella propria struttura dei servizi, un’area denominata Governance, Risk and Compliance, i cui servizi offerti hanno l’obiettivo di assicurare una visione integrata di questi tre aspetti che nell’insieme assicurano alle aziende la creazione del valore mediante la promozione di una cultura aziendale rivolta a principi di correttezza, rispetto delle norme e gestione e prevenzione dei rischi. Obiettivo è individuare come il top management e l’organizzazione definiscono e perseguono le priorità di crescita strategica aziendale, considerando i rischi relativi alla sostenibilità delle decisioni prese e alle possibili opportunità nel tempo.
IR: La Compliance deve tener conto delle normative più importanti, quali l’antiriciclaggio, la privacy, il market abuse (solo per citare le più note). Che tipo di competenze saranno necessarie nelle aziende per rispondere in maniere efficiente a questi requisiti? In che modo PWC può intervenire?
FQ: Le competenze necessarie ad espletare la funzione di compliance sono molteplici: normative, organizzative, relative alla conoscenza del business ed alla prevenzione del rischio. PricewaterhouseCoopers può vantare nella propria organizzazione figure professionali che da sole o in team possono erogare servizi integrati in ambito Compliance alle aziende clienti; le nostre competenze, maturate anche a livello di network internazionale, possono inoltre garantire l’erogazione di corsi formativi per la creazione, ed il mantenimento nel tempo, delle stesse competenze e conoscenze presso i nostri clienti.
IR: In Italia al momento il dibattito sulla Compliance sembra ristretto solo alle aziende bancarie. Ma il tema della conformità alle norme non riguarda tutte le aziende? Le multinazionali presenti in Italia, ad esempio, non devono già occuparsi di questo tema per rispettare le norme dei mercati USA?
FQ: Effettivamente il sistema bancario/ finanziario è stato il primo ad introdurre concetti di Governance e Compliance più "spinti" già da diversi anni. I numerosi scandali internazionali hanno portato, nei paesi anglosassoni, all’emanazione di regole molto restrittive in tema di sistema dei controlli (es. Sarbanes Oaxley) che hanno imposto modalità operative fondate sulla definizione di modelli di Governance e controllo molto stringenti. A tale norme effettivamente devono rispondere anche aziende non appartenenti al sistema bancario e finanziario.
IR: PWC opera con uffici in tutto il mondo e dunque può trarre beneficio (e far trarre beneficio ai suoi clienti) da una visione globale delle problematiche affrontate. Per la Compliance questo in che si traduce?
FQ: Come già detto, la nostra vocazione internazionale è sicuramente un valore aggiunto che possiamo trasferire ai nostri clienti in quanto possiamo offrire servizi e consulenza sulla base delle best practice nazionali ed internazionali.
IR: PWC ha pubblicato nel maggio 2005 il rapporto "Protecting the brand, The evolving role of the compliance function and the challenges for the next decade". Può presentare ai nostri lettori i contenuti più rilevanti? State lavorando su nuove pubblicazioni in ambito Compliance?
FQ: Il rapporto si riferiva i risultati di un survey ha visto condotto fra 73 istituzioni, associazioni di settore e autorità regolamentari e di vigilanza in 17 diversi paesi tra Europa, Medio Oriente, Asia, Australasia e Nord America. I principali risultati del survey sono stati:
FQ: Non offriamo servizi di full outsourcing; tuttavia assistiamo i nostri clienti nello sviluppo, definizione e implementazione di modelli di compliance
IR: Infine: una recente indagine di The Times ripresa anche dalla nostra newsletter indica in PWC la prima azienda (nel Regno Unito) della top 100 per qualità dell’ambiente di lavoro. Oltre ai complimenti una domanda: in Italia siete alla ricerca di nuove risorse anche per l’area "Governance, Risk and Compliance"? Che caratteristiche cercate? Cosa offrite ai neo-assunti?
FQ: La ringrazio innanzitutto per i complimenti e, vista l’importanza della cultura della "Compliance", mi piace sottolineare che anche nella nostra organizzazione è stato istituita una funzione interna di compliance avente lo scopo di supportare l’intera Firm nel mantenere l’immagine di leader che il network PricewaterhouseCoopers ha raggiunto negli anni. Per quanto riguarda le risorse, PricewaterhouseCoopers da sempre ha un occhio privilegiato nei confronti dei neo laureati che hanno il desiderio e la motivazione per cimentarsi nel mondo della consulenza sia nei i servizi di Governance, Risk and Compliance sia negli altri servizi atti a garantire alla nostra clientela il raggiungimento degli obiettivi aziendali in un ottica di best practice.
IR: Grazie dottor Quadrelli e buon lavoro.
FQ: Grazie a voi.
IsacaRoma (IR): Buongiorno dott. Quadrelli e grazie per la collaborazione. La Banca d'Italia ha recentemente emanato specifiche istruzioni di vigilanza sulla "Compliance" per gli intermediari vigilati, che, per quanto ancora in bozza, hanno già mosso il mercato. Qual è la vision di PricewaterhouseCoopers? Che tipi di servizi, prodotti, attività state predisponendo?
Fabiano Quadrelli (FQ): PricewaterhouseCoopers, già da qualche anno, sta svolgendo attività presso i propri clienti allo scopo di creare e dare ruoli e responsabilità a funzioni che svolgano attività di compliance. Il mercato finanziario italiano, così come quello mondiale, è regolamentato in modo significativo da norme primarie e secondarie aventi l’obiettivo sia di garantire i diritti degli investitori sia di dare istruzioni, anche di carattere organizzativo, tali da regolare l’operatività aziendale. A tal proposito i servizi che offriamo hanno l’obiettivo di creare all’interno delle organizzazioni aziendali regole e modalità operative affinché la gestione dei rischi regolamentari e reputazionali, nonché di compliance, diventino obiettivi primari così da trasformare il "costo" della compliance per le aziende, costo che già oggi nel sistema bancario/finanziario è significativo, in un "investimento" volto a creare valore per l’azienda.
IR: PricewaterhouseCoopers ha da tempo predisposto una propria funzione per i servizi di "Governance, Risk and Compliance"; qual è l’approccio che suggerire ai vostri clienti? Governance, Risk e Compliance sono tre aspetti dello stesso problema?
FQ: PricewaterhouseCoopers prevede da tempo, nella propria struttura dei servizi, un’area denominata Governance, Risk and Compliance, i cui servizi offerti hanno l’obiettivo di assicurare una visione integrata di questi tre aspetti che nell’insieme assicurano alle aziende la creazione del valore mediante la promozione di una cultura aziendale rivolta a principi di correttezza, rispetto delle norme e gestione e prevenzione dei rischi. Obiettivo è individuare come il top management e l’organizzazione definiscono e perseguono le priorità di crescita strategica aziendale, considerando i rischi relativi alla sostenibilità delle decisioni prese e alle possibili opportunità nel tempo.
IR: La Compliance deve tener conto delle normative più importanti, quali l’antiriciclaggio, la privacy, il market abuse (solo per citare le più note). Che tipo di competenze saranno necessarie nelle aziende per rispondere in maniere efficiente a questi requisiti? In che modo PWC può intervenire?
FQ: Le competenze necessarie ad espletare la funzione di compliance sono molteplici: normative, organizzative, relative alla conoscenza del business ed alla prevenzione del rischio. PricewaterhouseCoopers può vantare nella propria organizzazione figure professionali che da sole o in team possono erogare servizi integrati in ambito Compliance alle aziende clienti; le nostre competenze, maturate anche a livello di network internazionale, possono inoltre garantire l’erogazione di corsi formativi per la creazione, ed il mantenimento nel tempo, delle stesse competenze e conoscenze presso i nostri clienti.
IR: In Italia al momento il dibattito sulla Compliance sembra ristretto solo alle aziende bancarie. Ma il tema della conformità alle norme non riguarda tutte le aziende? Le multinazionali presenti in Italia, ad esempio, non devono già occuparsi di questo tema per rispettare le norme dei mercati USA?
FQ: Effettivamente il sistema bancario/ finanziario è stato il primo ad introdurre concetti di Governance e Compliance più "spinti" già da diversi anni. I numerosi scandali internazionali hanno portato, nei paesi anglosassoni, all’emanazione di regole molto restrittive in tema di sistema dei controlli (es. Sarbanes Oaxley) che hanno imposto modalità operative fondate sulla definizione di modelli di Governance e controllo molto stringenti. A tale norme effettivamente devono rispondere anche aziende non appartenenti al sistema bancario e finanziario.
IR: PWC opera con uffici in tutto il mondo e dunque può trarre beneficio (e far trarre beneficio ai suoi clienti) da una visione globale delle problematiche affrontate. Per la Compliance questo in che si traduce?
FQ: Come già detto, la nostra vocazione internazionale è sicuramente un valore aggiunto che possiamo trasferire ai nostri clienti in quanto possiamo offrire servizi e consulenza sulla base delle best practice nazionali ed internazionali.
IR: PWC ha pubblicato nel maggio 2005 il rapporto "Protecting the brand, The evolving role of the compliance function and the challenges for the next decade". Può presentare ai nostri lettori i contenuti più rilevanti? State lavorando su nuove pubblicazioni in ambito Compliance?
FQ: Il rapporto si riferiva i risultati di un survey ha visto condotto fra 73 istituzioni, associazioni di settore e autorità regolamentari e di vigilanza in 17 diversi paesi tra Europa, Medio Oriente, Asia, Australasia e Nord America. I principali risultati del survey sono stati:
- Le Autorità regolamentari e di vigilanza – in tutti i settori – stanno accrescendo la sensibilizzazione sul ruolo e sulle responsabilità associate alla funzione di Compliance
- La visione dell’importanza del ruolo di Compliance nelle organizzazioni aziendali ha avuto un notevole sviluppo – ma non ha ancora raggiunto livelli soddisfacenti
- Il concetto di Compliance appare molto diffuso – creando un background favorevole alle attività della funzione di Compliance
- Continua a ridursi la distanza tra i paesi leader e gli altri paesi, grazie all'orientamento e alla volontà di quest'ultimi di colmare il gap relativamente alle tematiche di Compliance
- Sono sempre più frequenti le strutture di governance che assicurano l’indipendenza della funzione di Compliance
- Sviluppare una visione più “business oriented”
- Supportare il management nella valutazione delle nuove iniziative di business
- Approfondire il dialogo con le Autorità regolamentari e di vigilanza
- Promuovere l’adozione di una cultura della Compliance attraverso tutta l’organizzazione aziendale
- Una più stretta integrazione tra le strutture di governance, risk management e compliance
- Una cultura che generi comportamenti corretti e diffonda integrità nel DNA delle organizzazioni
- Un’estensione del ruolo della Funzione di Compliance per collaborare direttamente, e sin dall’inizio, con le strutture demandate ad assumere decisioni tattiche e strategiche
- Una chiara definizione della relazione tra i controlli di linea, la Funzione di Compliance e i direttori non-esecutivi
- Un approccio coerente per assicurare che le policy, i processi e le procedure aziendali agevolino, piuttosto che ostacolare l’integrità dei comportamenti, e siano sostenuti da solide infrastrutture tecnologiche
FQ: Non offriamo servizi di full outsourcing; tuttavia assistiamo i nostri clienti nello sviluppo, definizione e implementazione di modelli di compliance
IR: Infine: una recente indagine di The Times ripresa anche dalla nostra newsletter indica in PWC la prima azienda (nel Regno Unito) della top 100 per qualità dell’ambiente di lavoro. Oltre ai complimenti una domanda: in Italia siete alla ricerca di nuove risorse anche per l’area "Governance, Risk and Compliance"? Che caratteristiche cercate? Cosa offrite ai neo-assunti?
FQ: La ringrazio innanzitutto per i complimenti e, vista l’importanza della cultura della "Compliance", mi piace sottolineare che anche nella nostra organizzazione è stato istituita una funzione interna di compliance avente lo scopo di supportare l’intera Firm nel mantenere l’immagine di leader che il network PricewaterhouseCoopers ha raggiunto negli anni. Per quanto riguarda le risorse, PricewaterhouseCoopers da sempre ha un occhio privilegiato nei confronti dei neo laureati che hanno il desiderio e la motivazione per cimentarsi nel mondo della consulenza sia nei i servizi di Governance, Risk and Compliance sia negli altri servizi atti a garantire alla nostra clientela il raggiungimento degli obiettivi aziendali in un ottica di best practice.
IR: Grazie dottor Quadrelli e buon lavoro.
FQ: Grazie a voi.
Chi è Cristina Cellucci?
Cristina è Internal Auditor presso un primario gruppo bancario nazionale.IsacaRoma Neswletter link
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