Trasparenza, Reputazione e Compliance
I lavori del seminario sono stati aperti dal professor Luigi Paganetto, Preside della facoltà di Economia di Tor Vergata [3] che ha salutato i convenuti ricordando la figura di Gabriele Berionne già Capo del Servizio Vigilanza sull'Intermediazione Finanziaria della Banca d’Italia e prematuramente scomparso e sottolineando come il seminario, organizzato dalla Fondazione Gabriele Berionne [4], ha avuto l’obiettivo di mantenere vivo il ricordo di Gabriele e continuare quelle attività di carattere sociale e umanitario alle quali egli dedicava con amore la propria vita.Passando al tema del suo intervento, Paganetto ha sottolineato come i temi dell’etica nell’economia e della Compliance (intesa come rispetto delle regole) siano di grande attualità e come essi vadano inquadrati nel più ampio mutamento in corso, a livello internazionale e in modo particolarmente accentuato in Italia, nei rapporti fra banca e clientela. Già il Direttore Generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni, in un suo recente intervento [5], aveva ricordato che alla base di tali rapporti deve esserci la trasparenza. Ma se l’obbligo della trasparenza nasce da una serie di norme (direttive comunitarie, standard internazionali, norme nazionali come la 231 e la riforma del diritto societario) il suo fine ultimo è però è più ambizioso: coltivare in banca una cultura delle reputazione. La reputazione è infatti il valore di più grande nelle istituzioni finanziarie: senza di essa non si può creare ricchezza (come già ricordava il Governatore nelle sue ultime considerazioni). Come si garantisce la reputazione? Evitando, prevenendo e tenendo sotto controllo i rischi e dunque attraverso la Compliance.
Le regole in banca
Regole
Il dott. Giuseppe Boccuzzi, Direttore Principale Vigilanza Creditizia e Finanziaria Banca d'Italia, ha affrontato il tema della correttezza dei comportamenti degli operatori finanziari. In banca tutto gira intorno al binomio rischio/rendimento, binomio che però deve essere inquadrato nel contesto delle regole aziendale. Le regole sono la somma delle norme (requisiti esterni) e dei principi etici (requisiti interni) che l’impresa si dà e la Compliance è lo strumento principe per garantire l’equilibrio tra rischi/rendimento e regole. Ma quali sono le caratteristiche principali della Compliance? In sintesi essa deve:- disegnare i processi;
- individuare i rischi connessi ai processi;
- definire le politiche per prevenire i rischi.
La "nuova" regolamentazione
Come già anticipato nella prima parte di quest’articolo [6], il dott. Boccuzzi ha tratteggiato, nel suo intervento, i caratteri che assumerà la "nuova" regolamentazione di Bankit che, come detto, si ispirerà a tre linee direttrici:- approccio principle-based (di cui spesso [7] abbiamo parlato in queste pagine) a cui Banca d’Italia aggiungerà indicazioni di supporto quali linee guida e prassi accettabili;
- better regulations per cui le regole devono nascere dalla consultazione e condivisione dei contenuti tra le parti (vigilanza e vigilati) anche tenendo conto dell’analisi costi/benefici;
- no al modello "one size – fits one"; le disposizioni e le relative attività di verifica dell’organo di vigilanza devono essere proporzionali alla dimensione ed al business aziendale e quindi devono assumere gradazioni diverse.
Tutela del risparmio
Boccuzzi ha concluso il suo intervento richiamando l’attenzione sul dibattito in corso, a livello internazionale, sulla tutela del risparmio. In banca occorre massima attenzione alla trasparenza ed alla tutela dei risparmiatori, come già ricordato dal professor Paganetto, e ciò va garantito:- sia con comportamenti aziendali corretti (compliance);
- sia favorendo la consapevolezza della clientela (awareness).
Quale etica per la finanza?
Il professor Stefano Zamagni, dell’Università di Bologna, ha incentrato il suo speech su due domande:- Perché da un po’ di tempo si parla sempre di più del ruolo dell’etica? Perché la legalità non è sufficiente?
- E, posto che l’etica è necessaria anche in ambito economico, quale teoria etica è più adatta alla finanza?
È necessaria l’etica?
Il professor Zamagni ha indicato tre motivi per cui rispettare la legalità non basta a garantire un comportamento etico in azienda:- le leggi sono sempre emanate post factum cioè dopo che i fatti delittuosi che si vogliono evitare in futuro sono già avvenuti. Oggi, nel mercato globale, gli accadimenti sono velocissimi mentre in democrazia fare le leggi è un processo lento;
- le leggi, una volta promulgate, non sono perfette perché per avere leggi perfette servirebbe, da parte de legislatore, una conoscenza perfetta del mercato ergo che i mercati fossero perfetti; ma già all’inizio del 900 l’economista F. A. von Hayek [8] nel suo "Economics and Knowledge [9]" sottolineava che per avere un mercato perfetto servirebbe una simmetria perfetta delle informazioni mentre proprio la finanza è caratterizzata per la natura asimmetrica delle informazioni;
- la legge soffre di un paradosso intrinseco: tanto più è efficace ed efficiente il sistema di sanzioni tanto più esso causa lo "spiazzamento" degli operatori economici. Se ad esempio il welfare fosse efficiente al 100% esso impedirebbe (appunto: spiazzerebbe) i servizi gratuiti. Perché fare doni se tutto è già garantito dallo stato? Però è stato dimostrato che senza gratuità l’economia va in crisi. Quindi anche se il punto precedente fosse garantito, cioè se fosse possibile avere leggi perfette, ciò non sarebbe sufficiente anzi causerebbe la fine del marcato perché metterebbero in crisi le motivazioni intrinseche degli operatori economici.
Qual etica?
Ci sono due teorie predominanti riguardo l’etica nell’economia:- l’etica come vincolo
- l’etica come argomento
Secondo la seconda teoria, l’etica non è un vincolo ma l’obiettivo delle attività aziendali; questo approccio, noto come "etica della responsabilità" si deve a pensatori come Max Weber e Jonas.
Secondo il professor Zamagni il secondo approccio è migliore del primo perché:
- l’etica come vincolo non regge nel lungo periodo; come il bugiardo che a furia di dire bugie alla fine cade vittima delle proprie contraddizioni così chi si comporta eticamente cercando sempre il proprio massimo profitto alla fine cade in contraddizione;
- questa epoca storica è caratterizzata da un fenomeno nuovo: l’emergere del cittadino consumatore responsabile; infatti oggi esiste ed è diffusa sia la cultura della "corporate social responsability" sia quella della responsabilità sociale del singolo consumatore. Ma mentre non tutti siamo imprenditori, sicuramente tutti siamo consumatori.
Il discorso del professor Zamagni si è concluso con una citazione di Aristotele: la virtù è come un muscolo, se non la si utilizza si atrofizza. “Le virtù sono più contagiose dei vizi” ha chiosato Zamagni salutato da applausi scroscianti.
Fine seconda parte [10]
Leggi prima parte [11]
Leggi terza parte [12]
IsacaRoma Neswletter link
- Compliance: resoconto del convegno "Etica e regole nella
finanza: la funzione di Compliance" (parte prima [13]
seconda [14]
e terza [15])
- OASI: servizi per la Compliance [16]
- KPMG:
Compliance - Aspetti di Information Risk Management [17]
- FSA's risk-based approach (parte prima [18] e second [19]a)
- Compliace: letture interessanti [20]
- Compliace: invito a collaborare [21]
- KPMG: Compliance - Aspetti di Information Risk Management [22]
- Compliance: il modello di FSA [23]
- FSA: ARROW – risk assessment framework (parte prima [24], seconda [25] e terza [26])
- Antiriciclaggio – un approccio per rischi [27]
- Banca
D’Italia: La banca del futuro (fiducia, trasparenza e
compliance) [28]
- Compliance e antiriciclaggio (parte prima [29], seconda [30] e terza [31])
- Compliance: convegno "Nuovi adempimenti normativi per società iscritte all'Ufficio Italiano Cambi" (anche via Internet) [32]
- Compliance e Trasparenza [33]
- Compliance e Market Abuse – parte prima [34] e seconda [35]
- FSA – Industry Guidance [36]
- FSA: proposta per passare ad una regulation basata sui principi [37]
- Compliance: le proposte della FSA inglese [38]
- FSA: Business Continuity Management - Practice Guide [39]
- ABI: Position paper sulla Compliance [40]
- MiFID: la Direttiva sui mercati degli strumenti finanziari [41]
- Compliance: il quadro europeo [42]
- ABI Lab: intervista a Matteo Lucchetti, coordinatore della Centrale d'Allarme per Attacchi Informatici [43]
- Costi/benefici della funzione Compliance: intervista alla dottoressa Manuela Gallo dell'Università di Perugia [44]
- ABI
Lab: Business Continuity e Disaster Recovery, intervista a Romano Stasi
[45]AICOM: Linee guida per la funzione di Compliance [46] - ABI: "enciclopedia " online sulla Compliance [47]
- Indagine AICOM sui costi/benefici della funzione Compliance [48]
- Compliance: le osservazioni di AICOM alle Istruzioni di Vigilanza in materia di "conformità alle norme" di Banca d’Italia [49]
- La Compliance in banca [50]
- Compliace: linee guida ABI sul D. LGS. 231/2001 (parte prima [51] e seconda [52])
- Compliance: le misure richieste per la Centrale d’Allarme Interbancaria (CAI) [53]
- D. LGS. N. 231/2001: l’analisi dei rischi – parte prima [54] e seconda [55]
- Compliance: obblighi delle assicurazioni per la gestione dei rischi [56]
- Compliance: gli obblighi per le SGR [57]
Chi è Agatino Grillo?
Agatino Grillo, CISA, CISM, CISSP, fa parte del comitato direttivo di IsacaRoma. Precedentemente è stato nel comitato direttivo di AIEA.Altri articoli pubblicati per IsacaRoma Newsletter:
- Compliance: resoconto del convegno "Etica e regole nella finanza: la funzione di Compliance" (parte prima [58], seconda [59] e terza [60])
- IIA: "Tone at the Top" newsletter [61]
- ISACA: Standard, direttive e procedure – l’analisi dei rischi (24-09-2006) [62]
- ISACA: Standard, direttive e procedure – prima parte (23-09-2006) [63]
- Intervista a Ross Anderson (02-11-2005) [64]
- Lezioni di IS Auditing [65] (03-01-2006)
- Conversazione con Simon Singh [66] (28-10-2005)
- COSO Enterprise Risk Management Framework [67] (12-09-2006)
- Bruce Schneier: domande e risposte [68] (01-11-2005)