Compliance: resoconto del convegno "Etica e regole nella finanza: la funzione di Compliance" (parte prima)

Compliance | Dicembre 2006 | Finance
061206-compliance-etica-1 Si è svolto, ieri 5 dicembre 2006, a Roma, presso l'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" (ore 14:30) il convegno "Etica e regole nella finanza: la funzione di Compliance" organizzato dalla Fondazione Gabriele Berionne. In questa prima parte dell’articolo esporrò le mie impressioni generali sull’evento e quelli che, a mio avviso, sono i contenuti più importanti emersi; nelle successive parti analizzeremo più in dettaglio le relazioni presentate.

La sala

Il convegno ha avuto luogo presso la facoltà di Economia di Tor Vergata, un bellissimo campus immerso nel verde. E verde era anche la sala del convegno ove erano presenti circa un centinaio di persone. Schierati al tavolo dei relatori:
  • Luigi Paganetto, Preside della Facoltà di Economia, Università di Roma "Tor Vergata" (padrone di casa)
  • Giuseppe Boccuzzi, Direttore Principale Vigilanza Creditizia e Finanziaria Banca d'Italia
  • Claudio Clemente Condirettore Centrale Vigilanza Creditizia e Finanziaria, Banca d'Italia
  • Giovanna Capilli in sostituzione di Guido Alpa dell’Università di Roma "La Sapienza"
  • Stefano Zamagni Università di Bologna
  • Alessandro Carretta Università di Roma "Tor Vergata"
  • Claudio Cola Presidente Associazione Italiana Compliance (Aicom) e Responsabile Compliance Dexia-Crediop
  • Claudio Patalano Dottore Commercialista, Consulente d'impresa

I messaggi di Banca D’Italia

Le relazioni più attese sono state quelle degli esponenti dell’organo di vigilanza bancaria. Dirò subito che nulla è stato detto circa la data in cui saranno pubblicate le Istruzioni di vigilanza definitive sulla Compliance. I messaggi forti sono stati:
  • la "nuova" regolamentazione di Bankit si ispirerà a tre linee direttrici:
    1. approccio principle-based (di cui spesso abbiamo parlato in queste pagine) a cui Banca d’Italia aggiungerà indicazioni di supporto quali linee guida e prassi accettabili;
    2. better regulations per cui le regole devono nascere dalla consultazione e condivisione dei contenuti tra le parti (vigilanza e vigilati) anche tenendo conto dell’analisi costi/benefici;
    3. no al "one size – fits one" per cui le disposizioni  e le relative attività di verifiche dell’organo di vigilanza devono essere proporzionali alla dimensione ed al business aziendale e quindi devono assumere gradazioni diverse.
  • Massima attenzione alla trasparenza ed alla tutela dei risparmiatori come recentemente indicato, in altra sede, dal Direttore Generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni; la trasparenza va garantita:
    1. sia con comportamenti aziendali corretti (compliance);
    2. sia favorendo la consapevolezza della clientela (awareness).
  • La Compliance, fattore fondamentale di mitigazione dei rischi di reputazione e di non conformità nell’ambito del secondo pilastro di Basilea II, è un’attività preventiva e, al minimo, deve:
    • identificare i rischi di non conformità;
    • consigliare azioni di miglioramento;
    • verifica l’efficacia delle misure adottate;
    • offrire "consulenza" interna;
    • verificare la formazione interna.
Last but not least, entrambi i rappresentanti della Banca d’Italia hanno sottolineato che la Compliance deve essere un elemento centrale del sistema premiante aziendale. Si tratta di un punto di notevole importanza e che richiederà numerosi cambiamenti nel sistema di valori che deve guidare la banca; non sarà più possibile infatti gratificare il personale che opererà esclusivamente avendo come obiettivo la profittabilità (magari a scapito della clientela).
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Chi è Agatino Grillo?

Agatino Grillo, CISA, CISM, CISSP, fa parte del comitato direttivo di IsacaRoma. Precedentemente è stato nel comitato direttivo di AIEA.
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