Riciclaggio e contrasto del terrorismo
Una delle novità più significative di questa direttiva è richiesto di mutare l’approccio complessivo: non solo contrasto al riciclaggio di denaro proveniente da attività criminose ma anche delle azioni di raccolta di beni o di denaro pulito a scopo di finanziamento del terrorismo.Infatti nelle sue considerazioni iniziali si afferma che sfruttare il sistema finanziario per trasferire fondi di provenienza criminosa o anche denaro pulito a scopo di finanziamento del terrorismo minaccia chiaramente l'integrità, il funzionamento regolare, la reputazione e la stabilità di tale sistema.
Un approccio per rischi
Un’altra novità significativa è che la direttiva richiede di riconoscere quelle situazioni che comportano un maggiore rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. Infatti fermo restando che è indispensabile stabilire l'identità ed il profilo economico di tutti i clienti, esistono casi nei quali sono necessarie procedure d'identificazione e di verifica dell'identità dei clienti particolarmente rigorose. Ciò vale in particolare per i rapporti d'affari con persone che ricoprono o che hanno ricoperto cariche pubbliche importanti o persone politicamente esposte (PEPs), specie nei paesi in cui la corruzione è fenomeno diffuso. Tali rapporti possono infatti esporre il settore finanziario a notevoli rischi di reputazione e/o legali.Persone politicamente esposte
Le PEPs sono le persone fisiche che occupano o hanno occupato importanti cariche pubbliche come pure i loro familiari diretti o coloro con i quali tali persone intrattengono notoriamente stretti legami.Obblighi di adeguata verifica
Gli obblighi di adeguata verifica della clientela comprendono le attività seguenti:
- identificare il cliente e verificarne l'identità sulla base di documenti, dati o informazioni ottenuti da una fonte affidabile e indipendente;
- se necessario, identificare il titolare effettivo ed adottare misure adeguate e commisurate al rischio per verificarne l'identità, in modo tale che l'ente o la persona soggetti alla presente direttiva siano certi di conoscere chi sia il titolare effettivo, il che implica per le persone giuridiche, i trust ed istituti giuridici simili adottare misure adeguate e commisurate alla situazione di rischio per comprendere la struttura di proprietà e di controllo del cliente;
- ottenere informazioni sullo scopo e sulla natura prevista del rapporto d'affari;
- svolgere un controllo costante nel rapporto d'affari, in particolare esercitando un controllo sulle transazioni concluse durante tutta la durata di tale rapporto in modo da assicurareche tali transazioni siano compatibili con la conoscenza che l'ente o la persona in questione hanno del proprio cliente, delle sue attività commerciali e del suo profilo di rischio, avendo riguardo, se necessario, all'origine dei fondi e tenendo aggiornati i documenti, i dati o le informazioni detenute.
Divieto di comunicazione
L’articolo 28 richiede che gli enti e le persone soggetti alla direttiva nonché i loro amministratori e dipendenti non possano comunicare al cliente interessato o a terzi che sono state trasmesse informazioni in applicazione della norma o che è in corso o può essere svolta un'inchiesta in materia di riciclaggio o di finanziamento del terrorismoSistemi di supporto
Gli enti creditizi e finanziari devono disporre di sistemi che consentano loro di rispondere pienamente e rapidamente a qualsiasi domanda di informazioni dell'UIC o di qualsiasi altra autorità volta a determinare se mantengano o abbiano mantenuto nel corso degli ultimi cinque anni un rapporto d'affari con determinate persone fisiche o giuridiche e quale sia o sia stata la natura di tale rapporto.Gli Stati membri, a loro volta, devono essere in grado di valutare l'efficacia dei loro sistemi per combattere il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo, producendo statistiche complete sulle questioni rilevanti per la misurazione dell'efficacia di tali sistemi.Idonee ed appropriate politiche
Gli enti e le persone soggetti alla direttiva devono introdurre idonee e appropriate politiche e procedure in materia di obblighi di adeguata verifica della clientela, di segnalazione di casi sospetti, di conservazione dei documenti, di controllo interno, di valutazione e di gestione del rischio, di garanzia dell'osservanza delle pertinenti disposizioni e di comunicazione per prevenire e impedire la realizzazione di operazioni connesse con il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo.Awareness
Gli enti e le persone soggetti alla direttiva devono adottare misure adeguate affinché il personale interessato sia a conoscenza delle disposizioni adottate sulla base della direttiva. Dette misure comprendono la partecipazione del personale addetto a specifici programmi di formazione per aiutarli a riconoscere le attività che potrebbero essere connesse al riciclaggio o al finanziamento del terrorismo e per istruirli sul modo di procedere in tali casi.Chi è Cristina Cellucci?
Cristina è Internal Auditor presso un primario gruppo bancario nazionale.IsacaRoma Neswletter link
- Banca
D’Italia: La banca del futuro (fiducia, trasparenza e
compliance) [4]
- Compliance e antiriciclaggio (parte prima [5] e seconda [6])
- Compliance: convegno "Nuovi adempimenti normativi per società iscritte all'Ufficio Italiano Cambi" (anche via Internet) [7]
- Compliance e Trasparenza [8]
- Compliance e Market Abuse – parte prima [9] e seconda [10]
- FSA – Industry Guidance [11]
- FSA: proposta per passare ad una regulation basata sui principi [12]
- Compliance: le proposte della FSA inglese [13]
- FSA: Business Continuity Management - Practice Guide [14]
- ABI: Position paper sulla Compliance [15]
- MiFID: la Direttiva sui mercati degli strumenti finanziari [16]
- Compliance: il quadro europeo [17]
- ABI Lab: intervista a Matteo Lucchetti, coordinatore della Centrale d'Allarme per Attacchi Informatici [18]
- Costi/benefici della funzione Compliance: intervista alla dottoressa Manuela Gallo dell'Università di Perugia [19]
- ABI
Lab: Business Continuity e Disaster Recovery, intervista a Romano Stasi
[20]AICOM: Linee guida per la funzione di Compliance [21] - ABI: "enciclopedia " online sulla Compliance [22]
- Indagine AICOM sui costi/benefici della funzione Compliance [23]
- Compliance: le osservazioni di AICOM alle Istruzioni di Vigilanza in materia di "conformità alle norme" di Banca d’Italia [24]
- La Compliance in banca [25]
- Compliace: linee guida ABI sul D. LGS. 231/2001 (parte prima [26] e seconda [27])
- Compliance: le misure richieste per la Centrale d’Allarme Interbancaria (CAI) [28]
- D. LGS. N. 231/2001: l’analisi dei rischi – parte prima [29] e seconda [30]
- Compliance: obblighi delle assicurazioni per la gestione dei rischi [31]
- Compliance: gli obblighi per le SGR [32]
- Sicurezza e Compliance – l’analisi dei rischi [33]
- Sicurezza e Compliance – prima parte: il quadro di riferimento [34]
- Compliance:
primo schema di Istruzioni di vigilanza di Banca d’Italia [35]
- Incontro sulla Compliance – resoconto (prima parte) [36]
- Sicurezza e Compliance: quando il gioco si fa duro [37]
- Incontro sulla Compliance [38]
- KPMG: nuove sfide per la sicurezza delle informazioni [39]