logo
Published on Isacaroma Newsletter (http://www.isacaroma.it/html/newsletter)

Compliance e antiriciclaggio (parte terza: la III Direttiva)

By Cristina Cellucci
Creato 2006-11-17 21:19
061117-antiriciclaggio-3 Nelle precedenti puntate abbiamo analizzato il quadro normativo di riferimento [1] dell’antiriciclaggio e sintetizzato gli adempimenti richiesti [2]; in questa terza ed ultima parte presentiamo le novità più significative della Direttiva 2005/60/CE (cosiddetta III Direttiva antiriciclaggio pdf [3], 310 K).

Riciclaggio e contrasto del terrorismo

Una delle novità più significative di questa direttiva è richiesto di mutare l’approccio complessivo: non solo contrasto al riciclaggio di denaro proveniente da attività criminose ma anche delle azioni di raccolta di beni o di denaro pulito a scopo di finanziamento del terrorismo.
Infatti nelle sue considerazioni iniziali si afferma che sfruttare il sistema finanziario per trasferire fondi di provenienza criminosa o anche denaro pulito a scopo di finanziamento del terrorismo minaccia chiaramente l'integrità, il funzionamento regolare, la reputazione e la stabilità di tale sistema.

Un approccio per rischi

Un’altra novità significativa è che la direttiva richiede di riconoscere quelle situazioni che comportano un maggiore rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. Infatti fermo restando che è indispensabile stabilire l'identità ed il profilo economico di tutti i clienti, esistono casi nei quali sono necessarie procedure d'identificazione e di verifica dell'identità dei clienti particolarmente rigorose. Ciò vale in particolare per i rapporti d'affari con persone che ricoprono o che hanno ricoperto cariche pubbliche importanti o persone politicamente esposte (PEPs), specie nei paesi in cui la corruzione è fenomeno diffuso. Tali rapporti possono infatti esporre il settore finanziario a notevoli rischi di reputazione e/o legali.

Persone politicamente esposte

Le PEPs  sono le persone fisiche che occupano o hanno occupato importanti cariche pubbliche come pure i loro familiari diretti o coloro con i quali tali persone intrattengono notoriamente stretti legami.
Obblighi di adeguata verifica
Gli obblighi di adeguata verifica della clientela comprendono le attività seguenti:

Divieto di comunicazione

L’articolo 28 richiede che gli enti e le persone soggetti alla direttiva nonché i loro amministratori e dipendenti non possano comunicare al cliente interessato o a terzi che sono state trasmesse informazioni in applicazione della norma o che è in corso o può essere svolta un'inchiesta in materia di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo

Sistemi di supporto

Gli enti creditizi e finanziari devono disporre di sistemi che consentano loro di rispondere pienamente e rapidamente a qualsiasi domanda di informazioni dell'UIC o di qualsiasi altra autorità volta a determinare se mantengano o abbiano mantenuto nel corso degli ultimi cinque anni un rapporto d'affari con determinate persone fisiche o giuridiche e quale sia o sia stata la natura di tale rapporto.Gli Stati membri, a loro volta, devono essere in grado di valutare l'efficacia dei loro sistemi per combattere il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo, producendo statistiche complete sulle questioni rilevanti per la misurazione dell'efficacia di tali sistemi.

Idonee ed appropriate politiche

Gli enti e le persone soggetti alla direttiva devono introdurre idonee e appropriate politiche e procedure in materia di obblighi di adeguata verifica della clientela, di segnalazione di casi sospetti, di conservazione dei documenti, di controllo interno, di valutazione e di gestione del rischio, di garanzia dell'osservanza delle pertinenti disposizioni e di comunicazione per prevenire e impedire la realizzazione di operazioni connesse con il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo.

Awareness

Gli enti e le persone soggetti alla direttiva devono adottare misure adeguate affinché il personale interessato sia a conoscenza delle disposizioni adottate sulla base della direttiva. Dette misure comprendono la partecipazione del personale addetto a specifici programmi di formazione per aiutarli a riconoscere le attività che potrebbero essere connesse al riciclaggio o al finanziamento del terrorismo e per istruirli sul modo di procedere in tali casi.

Chi è Cristina Cellucci?

Cristina è Internal Auditor presso un primario gruppo bancario nazionale.

IsacaRoma Neswletter link




Source URL:
http://www.isacaroma.it/html/newsletter/node/396