Banca D’Italia: La banca del futuro (fiducia, trasparenza e compliance)

Bankit | Compliance | Finance | Novembre 2006
061116-bankit-trasparenza Il Direttore Generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni, intervenendo (pdf, 59 K) l’11 novembre 2006 ad un convegno per i 120 anni del Gruppo Banca Sella ha delineato gli orientamenti della Banca d’Italia sui principi che devono ispirare le banche italiane nel prossimo futuro. Riportiamo, di seguito, i passi più significativi dell'intervento.

Fiducia

Saccomanni ha ricordato che, tradizionalmente, la fiducia dei consumatori nei confronti della banche si focalizzava verso gli aspetti di solidità della ove il depositante affidava i propri risparmi. L’evolversi dei sistemi finanziari e di pagamento fa sì che la fiducia permei oggi un ampio ventaglio di rapporti. Il cliente non si aspetta solo che la banca sia in grado di restituire il denaro versato; richiede attenzione per le proprie specifiche esigenze e correttezza nei comportamenti.
Non è facile guadagnare la fiducia del cliente, specialmente quando il prodotto offerto è per sua natura complesso e immateriale. Occorre innanzi tutto che l’offerta e i comportamenti siano trasparenti

Trasparenza

Negli ultimi anni l’Italia si è progressivamente dotata di un quadro normativo moderno sulla trasparenza, in larga misura di derivazione comunitaria; oggi il sistema bancario ha norme sulla concorrenza, sulle clausole vessatorie nei contratti con i consumatori, sulla trasparenza nei rapporti bancari e d’investimento. Sono previsti specifici controlli amministrativi e sono anche valorizzati l’autoregolamentazione e il ruolo delle associazioni rappresentative dei consumatori.

Compliance

La Banca d’Italia, dando attuazione a una delibera del CICR, ha effettuato sin dal 2003 una profonda revisione della disciplina sulla trasparenza bancaria, riconoscendone la natura di precondizione della competitività, dell’efficienza e della stabilità del sistema bancario.
La Banca d’Italia si propone non solo di estendere i controlli ad una più ampia fascia di sportelli, ma anche di continuare a svolgere un’opera di sensibilizzazione dei vertici aziendali sull’importanza di intrattenere con i clienti rapporti trasparenti e costruttivi.
Il Testo unico della finanza pone, infatti, due obiettivi:
  1. che il consumatore sia posto nella condizione di assumere consapevolmente i rischi;
  2. che vi siano meccanismi organizzativi e informativi atti a prevenire e rendere noti eventuali conflitti di interesse.
La Banca d’Italia è interessata a tutti i profili che possono incidere sulla stabilità degli intermediari, anche in termini di rischi legali e di reputazione. La Vigilanza analizza in particolare i riflessi sull’organizzazione e sui controlli interni dei soggetti vigilati. Specifica attenzione sarà riservata all’argomento nella disciplina sulla funzione di compliance, di prossima emanazione.

Recenti iniziative

Nel 2005 è stata attuata in Italia la direttiva comunitaria sulla commercializzazione a distanza dei servizi finanziari. Si è introdotta una compiuta regolamentazione dei canali di distribuzione più innovativi, dal cui sviluppo ci si aspetta un incremento della competizione, anche su base transfrontaliera.
Recentemente, ha formato oggetto di riforma la materia della modifica unilaterale delle condizioni contrattuali e dell’estinzione anticipata dei rapporti. È stato esteso a tutta la clientela il principio – già stabilito dal Codice del consumo – che le modifiche unilaterali devono avvenire in presenza di un giustificato motivo.

Un nuovo ruolo per Banca d’Italia nelle controversie

L’effettività della disciplina di trasparenza, specie nelle controversie di limitato valore, richiede meccanismi semplici, rapidi ed economici di tutela dei diritti.
Nella normativa comunitaria è oramai prassi consolidata quella di prevedere forme di soluzione stragiudiziale delle controversie a tutela dei consumatori. Nel nostro Paese sono già diffusi sistemi della specie, istituiti in via di autoregolamentazione.
Il legislatore ha recentemente ribadito, con la legge sul risparmio, l’importanza degli organismi di soluzione stragiudiziale delle controversie, stabilendo una regolamentazione specifica per quelli che si occuperanno di questioni inerenti a rapporti tra intermediari e clienti. In materia di servizi di investimento, è previsto lo svolgimento di procedure di conciliazione e arbitrato dinanzi alla Consob; per le relazioni tipicamente bancarie la disciplina delle procedure e della composizione degli organismi decidenti è attribuita al CICR.
La Banca d’Italia – cui spetta il compito di formulare la proposta al Comitato– sta valutando la possibilità di mettere a disposizione proprie risorse e competenze professionali per contribuire al buon funzionamento del sistema: la creazione di più organismi, diffusi sul territorio a livello regionale e composti da soggetti che assicurino un’equilibrata rappresentanza dei diversi interessi in gioco, potrebbe meglio soddisfare le esigenze di celerità e terzietà nella soluzione stragiudiziale delle controversie. Su tali basi sarà avviata una riflessione con le parti interessate.

Conclusioni

La predisposizione di norme, autonome o eteronome, anche se tecnicamente perfette, non è di per sé risolutiva dei problemi connessi alla trasparenza: non basta limitarsi a una adesione formale e burocratica alle prescrizioni imposte dalle autorità o agli impegni autonomamente assunti; è necessario mirare alla concreta realizzazione degli obiettivi perseguiti.
Se le iniziative ricordate mostrano come molto sia stato fatto, esperienze negative del recente passato indicano che molto resta ancora da fare, soprattutto sul piano dell’applicazione e della comunicazione. Fa riflettere la circostanza che, nonostante gli sforzi compiuti, oltre il 70 per cento degli intervistati dall’indagine Doxa presentata nel corso del convegno non abbia un’opinione positiva delle banche.
È interesse di tutti evitare e isolare tempestivamente comportamenti scorretti che, anche se posti in essere solo da alcuni operatori, finiscono inevitabilmente per danneggiare la reputazione dell’intera categoria.

Chi è Cristina Cellucci?

Cristina è Internal Auditor presso un primario gruppo bancario nazionale.

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