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NIST: Information Security Handbook: A Guide for Managers (parte terza: Risk Management)

By Alain De Cristofaris
Creato 2006-11-15 06:35
061115-nist-3 Nelle scorse puntate abbiamo presentato le caratteristiche general [1]i ed il capitolo dedicato alla Security Governance [2] della nuova guida sulla sicurezza del NIST [3] (pdf [4], 9,5 M o pdf zip [5]7,5 M) dedicata i manager. In questa puntata analizziamo il capitolo dedicato al Risk Management.

Risk Management

Il risk management è una componente fondamentale del programma globale di information security il cui scopo non è proteggere semplicemente gli asset ma l’organizzazione nel suo complesso.Dunque il risk management non è una funzione tecnica ma una funzione manageriale.
Il processo di risk management si divide in tre sub processi:
  1. risk assessment;
  2. risk mitigation;
  3. valutazione ed assessment

Risk Assessment

Il precedente standard NIST SP 800-30 (
pdf [6], 479 K) del 2002 definiva il rischio come "funzione della probabilità di accadimento di una data minaccia che sfruttando una potenziale vulnerabilità produce un certo impatto negativo sull’organizzazione". In poche parole il rischio è l’intersezione di minacce, vulnerabilità e impatto. NIST SP 800-30 proponeva un approccio al risk assessment basato su nove passi che adesso sono ridotti (e razionalizzati) a sei.

1 - System Characterization

Si tratta di definire l’ambito dell’assessment; al minimo devono essere descritte le seguenti componenti:

2 - Identificazione delle minacce

Si devono identificare le possibili fonti di minaccia fino ad arrivare ad una sorta di "threat statement" cioè ad una lista esaustiva delle minacce suddivise per fonte.
Di solito le minacce sono classificate per cause:

3 – Identificazione delle vulnerabilità

Le vulnerabilità possono essere identificate in vario modo; ad esempio attraverso il NIST National Vulnerability Database (
NVD [7]) (precedentemente noto come I-CAT)

4 – Risk Analysis

La risk analysis consiste nella determinNIST: Information Security Handbook: A Guide for Managers (parte terza: Risk Management)azione (o stima) del rischio a cui è soggetto il sistema analizzato; ciò può essere determinato, una volta individuate le minacce, le vulnerabilità ed il possibile impatto, stimando il livello di efficacia dei controlli predisposti a fronte delle minacce individuate.
Ad esempio si assegna:
si moltiplica il valore della probabilità per quello dell’impatto e si valuta il rischio complessivo come segue: Se il rischio risulta alto occorre adottare misure correttive prima possibile; se il rischio è moderato le azioni devono essere almeno pianificate.

5 – Suggerimenti e raccomandazioni

Sulla base del livello di rischio evidenziato devono essere proposte soluzioni per nuovi controlli tenendo conto dei seguenti fattori;

6 – Documentazione dei risultati

Al minimo il risk assessment report deve contenere le seguenti informazioni:

Risk Mitigation

È  impossibile eliminare tutti i rischi dunque occorre stabilire una scala di priorità  per le azioni da intraprendere; a riguardo possono essere utilizzati i suggerimenti proposti nello standard NIST SP 800-53. Le opzioni possibili sono: accettare, evitare, limitare o trasferire il rischio.

Valutazione ed assessment

Si tratta della terza ed ultima fase del risk management necessaria in una ambiento dinamico come quello odierno dell’Information Technology (IT) in continua evoluzione.
Fine terza parte
Leggi
seconda [8] parte.
Leggi la
prima parte [9].

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