Anche in Italia è presente un capitolo dell’ACFE, l’associazione degli specialisti anti frode. Skill e conoscenze richieste per ottenere la certificazione professionale.
http://www.isacaroma.it/html/newsletter/?q=node/34 [1]
http://www.isacaroma.it/pdf/news/0411-acfe.pdf [2]
di Fabio Tortora
Fabio Tortora, Certified Fraud Examiner, è presidente del capitolo italiano dell' ACFE.
Laureato in Economia e Commercio, ha iniziato la sua esperienza professionale nel Gruppo Bancario Ambroveneto passando poi in Andersen Consulting. Oggi è Direttore del Marketing Strategico e responsabile delle soluzioni Anti-Frode di Experian, società leader negli strumenti per la gestione ed il controllo dei rischi di Credito.
Contatti: fabio_tortora@yahoo.it [3]
Grazie ad un gruppo di volenterosi ed entusiasti professionisti che già da anni operano con successo nel campo della lotta alle frodi nelle sue varie forme, è presente anche in Italia il chapter dell’Association of Certified Fraud Examiners, ACFE, http://www.cfenet.com [4] .
L’ACFE è nata ad Austin, Texas, per opera di un ex agente dell’FBI, Joseph T. Wells che ancora oggi ispira e governa l’associazione; si tratta di una realtà no-profit la cui mission è quella di contribuire a ridurre drasticamente l’incidenza del fenomeno della frode e del c.d. white collar crimes.
L’associazione
L’ACFE raccoglie oggi più di 30.000 associati in oltre 100 paesi e rappresenta quindi un network mondiale la cui funzione principale è quella di far circolare la conoscenza e di favorire, anche attraverso adeguati strumenti di formazione, lo sviluppo professionale dei Certified Fraud Examiners (CFE).
In tal senso l’ACFE oltre ad organizzare corsi di formazione, alcuni dei quali saranno disponibili in Italia dal prossimo anno, sviluppa programmi di collaborazione col mondo universitario fornendo supporto e materiale educativo: oggi sono oltre 200 le università che hanno inserito corsi sulla tematica dell’anti-frode in collaborazione con l’ACFE.
I capitoli locali
Lo sviluppo dei capitoli locali è finalizzata alla diffusione della cultura anti-frode e della figura e ruolo del CFE; tra le funzioni dei capitoli c’è inoltre quella di assicurare che chi ottiene la qualifica di CFE, oltre a rispettare il rigoroso codice etico della professione, mantenga un elevato standard professionale attraverso un processo continuo di formazione ed aggiornamento.
La certificazione professionale
È doveroso premettere che data la variegata natura del fenomeno fraudolento, non esiste di fatto uno standard di esperto di frodi valido in assoluto.
La frode abbraccia infatti vari campi, da quello informatico e quello contrattuale, da quello legato all’infedeltà od agli abusi del dipendente aziendale alla “creatività” contabile di manager senza troppi scrupoli, dalla contraffazione all’antiriciclaggio, alla corruzione.
In ciascuno di questi campi prevale un determinato tipo di competenza: informatica, legale, contabile, organizzativa, criminologia, etc. Ciascuno di questi campi possiede i suoi esperti ed i suoi canali di formazione.
I tipici CFE sono dunque: Internal Auditors, Investigatori, Avvocati, Commercialisti, Personale delle Forze di Polizia, ricercatori e accademici.
Elemento comune è l’approccio sistematico ad etico al contrasto delle frodi, la ricerca dell’eccellenza nello svolgimento della propria professione, nella percezione della frode come problema “sociale”, nello sviluppo di metodologie e best practice di prevenzione, di investigazione, di deterrenza.
All’interno dell’ACFE tutto questo diventa patrimonio comune grazie al quale, nel rispetto dell’assoluta riservatezza e tutela dei propri clienti-vittime, è possibile sviluppare dei modelli di “difesa”.
L’Associazione, attraverso i CFE, ha avuto segnalazione di oltre 1 milione di casi sospetti grazie ai quali è stato sviluppato un ampio catalogo di strumenti di formazione e auto-formazione.
I benefici di conseguire la certificazione CFE sono, tra gli altri, quelli di ottenere un certificato professionale riconosciuto a livello internazionale, accedere a risorse ed ad un network mondiale, usufruire di un ampia possibilità di corsi e strumenti di formazione, cogliere nuove opportunità professionali e di carriera, poter svolgere un ruolo attivo all’interno di uno dei chapter locali.
Il fondatore dell’ associazione: Joseph T. Wells
(fonte: http://www.cfenet.com/about/josephtwells.asp [5])
Il lavoro di un CFE
Un CFE deve essere in grado di fornire un supporto qualificato per analizzare e risolvere casi di frode o di abuso e di assistere i propri clienti nell’attività di prevenzione e deterrenza delle frodi e dei white-collar crime.
I CFE devono mantenere elevati standard sul piano etico e morale e sottoporsi, sotto questo punto di vista, a dei rigidi controlli da parte dell’ACFE.
Esiste uno standard per l’ammissione dei candidati che devono possedere dei requisiti minimi tali da dimostrare il possesso degli skill di base adeguati. In particolare, occorre una laurea ed una adeguata esperienza in campi di attività riconducibili all’area della lotta alle frodi. Il passo successivo è o sostenere l’esame o richiedere la certificazione “by Waiver”; tale opzione è riservata a chi lavora da almeno 8 anni “in trincea” e fornisce adeguata documentazione a riprova. Personalmente suggerisco, a chi intende avvicinarsi alla professione e a chi non ritiene di possedere realmente adeguati skill in materia, di evitare scorciatoie al solo fine di ottenere un certificato da appendere alla parete dell’ufficio e di seguire la via dell’esame, sicuramente più complessa ma utile sul piano della formazione e di soddisfazione a livello personale per il traguardo finale.
Il chapter italiano si sta strutturando per dare il massimo supporto a chi intende sostenere l’esame ed avviarsi verso una professione da CFE.
È possibile ottenere tutte le informazioni necessarie collegandosi alle relative pagine del sito dell’ACFE: http://www.cfenet.com/cfe/StepsWaiver.asp [6] o inoltrando una e-mail all’indirizzo: acfeitalia@yahoo.it [7].
Per quanto riguarda le attività del neo-nato chapter, in attesa di inaugurare il sito che è in via di sviluppo, è attiva una newsletter cui si può accedere dal sito ACFE (con ricerca sui Local Chapter) o direttamente all’indirizzo: http://cfenet.com/chapters/ChapterList.asp [8]
Come ottenere la certificazione.
L’esame CFE riguarda quattro aree:
- Criminology & Ethics: lo scopo di questa sezione è verificare le conoscenze dei concetti base di criminologia e dei principi etici dei professionisti anti frode;
- Financial Transactions: questa sezione si occupa delle frodi nelle transazioni commerciali e richiede la conoscenza di argomenti quali contabilità, auditing, controlli interni;
- Fraud Investigation: in quest’area sono richieste conoscenze relative agli incarichi innvestigativi (interviste, valutazione delle prove, redazione dei rapporti, etc.);
- Legal Elements of Fraud: in questa sezione sono valutate le conoscenze legali e normative.
L’esame si effettua online, nelle modalità illustrate nel sito di ACFE, e può essere sostenuto in qualsiasi momento; ogni sezione prevede 125 domande a ciascuna delle quali si deve rispondere entro 75 secondi.
CFE Practice Quiz
Sul sito CFE è presente un esempio di 20 domande di prova per l’esame: il CFE Practice Quiz.
Di seguito riportiamo, in inglese, le prime tre domande, relative all’area “Criminology and Ethics” (le risposte sono sul sito).
1.Given all of the following fraud prevention methods within organizations, which one is probably the most effective?
a.reducing rationalization
b.having an open-door policy
c.increasing the perception of detection
d.screening employees
2.Beta, a fraud suspect, said he stole money from the ABC Company because the company didn't pay its entry-level workers a living wage. The view that crime is primarily caused by a disadvantaged economic class position is called:
a.economic theory
b.social process theory
c.social structure theory
d.none of the above
3.Blue, a fraud offender, had no known history of criminality. One theory of crime causation suggests that people are not inherently bad, but rather are taught to commit crime through life's experiences. This is called the:
a.social causation theory
b.trait theory
c.social learning theory
d.none of the above
Il Rapporto 2004 sulle frodi
L’ACFE ha reso pubblico il “Report to the Nation on Occupational Fraud and Abuse” relativo al 2004 il cui testo completo può essere liberamente scaricato in: http://cfenet.com/pdfs/2004RttN.pdf [9].
Lo studio analizza 508 casi di frodi perpetrate da dipendenti ed amministratori che hanno causato perdite totali per 761 milioni di dollari. I dati sono tratti dai CFE che si sono occupati dei casi stessi.
Il rapporto fornisce, inoltre, interessanti valutazioni sia sulle modalità con cui avvengono le frodi sia sulle contromisure che possono essere adottate.
Lo studio si conclude con una interessante tassonomia delle frodi in azienda.