Intervista all’ing. Carlo Notari, presidente del PMI Northern Italy Chapter (PMI-NIC)

IT Colloquia | Ottobre 2006 | presidenti
061018-pmi-nic-notari IsacaRoma: Buongiorno presidente e grazie per la collaborazione. Vuole presentarsi rapidamente per i nostri lettori e presentare il PMI-NIC?

Carlo Notari: Buongiorno a lei Dr.Grillo e grazie a voi per l’attenzione che riservate alla nostra organizzazione. Sono laureato in Ingegneria, ho 56 anni, sposato senza figli con l’hobby della scrittura (ed una volta anche del tiro con l’arco: ma ho dovuto abbandonare per mancanza di tempo) ed anche appassionato di ….. Project Management, disciplina che, secondo il mio punto di vista, non è altri che un insieme di linee guida per una corretta gestione delle imprese e delle donne e degli uomini che vi lavorano.
Ho l’onore di presiedere dal 2003 il PMI – Northern Italy Chapter fa parte del network della più importante associazione mondiale professionale per il project management: il Project Management Institute che ha sede in Pennsylvania (USA) e che conta oltre 200.000 professionisti in 125 Paesi. PMI è, inoltre,  presente in Europa ed Asia con due Service Center, uno a Brussels (EMEA Service Centre) e l’altro a Singapore (Asia Pacific Service Centre). Noi in Italia abbiamo 3 Chapters: il Southern Italy Chapter (PMI-SIC), il PMI-Rome Chapter ed, appunto, il Northern Italy Chapter che si sta avviando rapidamente a tagliare il traguardo del 500 soci.
La nostra attività è volta soprattutto alla diffusione, presso professionisti ed aziende, dei più svariati settori in ambito economico e sociale, della cultura del Project Management. Supportiamo inoltre i nostro soci nel percorso per il conseguimento e la riconferma triennale delle certificazioni PMP® (Project Management Professional) e CAPM® (Certified Associate in Project Management).

IR: Lei ha vinto l’Honeywell Technical Award nel 1982. Di che si tratta?

CN: Dalla fine degli anni settanta e per buona parte degli ottanta, la multinazionale statunitense Honeywell Information Systems (oggi non più presente con queste attività sul mercato), società per la quale ho avuto la fortuna di lavorare in ambito R&D a Pregnana Milanese, premiava annualmente i propri dipendenti, distintosi nei vari settori dell’azienda per l’innovazione o, più in generale, per particolari capacità operative, con una piccola targa d’oro. Io mi sono guadagnato quel premio per l’analisi e lo sviluppo di un simulatore SW di base che permise di portare avanti sviluppi paralleli, altrimenti non possibili, nell’implementazione dell’ambiente Data Base (IDBS) del sistema DPS4.

IR: Lei ha iniziato la sua attività professionale occupandosi di progetti software. Come è arrivato al Project Management? Che rapporti ci sono oggi tra il project management e l’ingegneria del software?

CN: Si può dire che tra i primi settori ad occuparsi di Project Management ci sia proprio quello dell’Information Technology, in particolare nelle grandi multinazionali del settore. Abbiamo prima parlato della Honeywell, ma analogamente l’IBM, Bull, Siemens, Oracle e tutti gli altri grandi attori di questo comparto produttivo, sono stati tra i primi ad implementare le metodologie di PM e a formare i propri responsabili di progetto in questa disciplina. Del resto ogni progetto ed ogni Project Manager deve confrontarsi ogni giorno con quelle che il PMI definisce aree della conoscenza (knowledge areas) del PM:
  • integrazione,
  • ambito (scope),
  • tempo,
  • costi,
  • qualità,
  • risorse umane,
  • rischi,
  • comunicazione
  • forniture.
Oggi, con il continuo crescere della complessità soprattutto in ambito tecnologico, occorre avere nel gruppo di progetto numerosi specialisti i quali hanno bisogno di un efficace coordinamento di progetto, con una maggiore attenzione ai costi, ai tempi e alla qualità, in modo da generare efficienza nei processi. Possiamo comunque dire che il rapporto che c’è tra ingegneria del software e project management è lo stesso esistente tra quest’ultimo e qualsiasi altro settore di attività. Il PM, in poche parole, se applicato con intelligenza, è uno strumento estremamente efficace per ottimizzazione dei processi e per un corretto e non dispersivo utilizzo delle risorse a disposizione, indipendentemente dal settore in cui opera.

IR: passiamo a "Progettando2006", l’iniziativa lanciata in occasione del decennale del PMI-NIC. Di che si tratta?

CN: L’obiettivo principale di "Progettando2006" è il confronto. Confronto di idee, di metodi, di approcci. È, infatti, dal confrontarsi che nascono nuove idee e da queste ultime nasce l’innovazione. Basta, del resto, guardare l’agenda dell’evento per capire come si è cercato di inserire in un unico contesto relatori dalla provenienza più diversa.  Ci si chiederà cosa possa avere in comune una ricercatrice farmaceutica con un architetto, piuttosto che con un operatore della comunicazione o con un imprenditore metallurgico. Il filo che li unisce è l’organizzazione del lavoro, il controllo dei costi, dei tempi, etc. Ma allora ci accorgiamo che project management non è altri che il passo fondamentale nella scalata alle conoscenze manageriali. Oggi più che mai, soprattutto in occidente, abbiamo bisogno di una nuova anche se complessa tecnologia: la persona.

IR: Grazie ingegnere e buon lavoro.

CN: Grazie a voi.

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Chi è Agatino Grillo?

Agatino Grillo, CISA, CISM, CISSP, fa parte del comitato direttivo di IsacaRoma. Precedentemente è stato nel comitato direttivo di AIEA.
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