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Compliance: le osservazioni di AICOM alle Istruzioni di Vigilanza in materia di "conformità alle norme" di Banca d’Italia

By Cristina Cellucci
Creato 2006-10-12 07:10
061012-aicom-osservazioni-compliance AICOM [1], l’Associazione Italiana Compliance, ha reso pubbliche attraverso il suo sito le proprie osservazioni (pdf [2], 58 K) alle bozze di Istruzioni di Vigilanza di Bankit sulla Compliance (pdf [3], 145 K).

In generale AICOM esprime un giudizio estremamente positivo sul documento di consultazione di Banca d’Italia, documento nel quale l’associazione si riconosce pienamente e che appare in sintonia con le Linee Guida (
pdf [4], 167 K) formulate da AICOM stessa.

Le tre osservazioni principali

L’associazione individua tre temi su cui chiede all’organismo di vigilanza bancaria maggiori approfondimenti:
  1. rapporti con il risk management: pur essendo condivisibile il concetto di compliance inteso come processo integrato nel sistema dei controlli, da realizzare tramite un’efficace attività di prevenzione là "dove il rischio ..viene generato" e con una ".. adeguata responsabilizzazione di tutto il personale", tuttavia appare necessario esprimere al meglio differenti e peculiari competenze tecnico/giuridiche ed organizzative per interpretare nel giusto modo i regolamenti e le norme;
  2. un ulteriore punto di attenzione, su cui AICOM si è ampiamente confrontata (evidenziando forti differenze tra banche estere e italiane) riguarda la "verifica della coerenza del sistema premiante (in particolare retribuzione e incentivazione del personale) con gli obiettivi di rispetto delle norme, dello statuto nonché di eventuali codici etici o altri standard di condotta applicabili alla banca". Tale prescrizione implica l’intervento della funzione Compliance su argomenti tradizionalmente distanti da mansioni di controllo preventivo.
  3. Un terzo aspetto riguarda poi le aree di competenza. Quanto definito nel documento in consultazione circa le "norme più rilevanti ai fini del rischio di non conformità" indica un ampio perimetro di competenza, senza escludere norme che, poiché solo indirettamente collegate ai rischi di non conformità, per eccessiva specializzazione, sembrano non rientrare nelle competenze della Compliance (a titolo di esempio si citano le normative tributaria-fiscale, previdenziale, del lavoro e le nuove metodologie applicative contabili, introdotte con i principi IFRS).

Ulteriori spunti di riflessione

Chi è Cristina Cellucci?

Cristina  è Internal Auditor presso un primario gruppo bancario nazionale.

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