Compliance: obblighi delle assicurazioni sul sistema dei controlli interni e gestione dei rischi (aggiornato)
Inserito da Cristina Cellucci il Dom, 2006-10-01 11:17
Compliance | IS Audit & Control | Ottobre 2006
061001-ania1.doc
Continuiamo la serie di articoli sui requisiti della compliance
analizzando gli obblighi che derivano dalla Circolare N. 577/D del 30
dicembre 2005 dell’ISVAP.
In questa prima parte vedremo i requisiti relativi al sistema dei controlli interni; nella seconda parte analizzeremo le problematiche relative alla gestione dei rischi
A fine 2005, l’ISVAP l’organo di controllo delle imprese assicuratrici ha emanato la “Circolare N. 577/D” (pdf, 149 K) denominata “Disposizioni in materia di sistema dei controlli interni e gestione dei rischi”.
Le disposizioni si applicano alle imprese di assicurazione e riassicurazione con sede legale in Italia o con sedi secondarie in Italia e sede legale in uno Stato terzo rispetto allo S.E.E. (Spazio Economico Europeo).
Le imprese sono tenute ad adeguarsi alla presente circolare entro il 30 giugno 2006.
È necessario quindi che agli strumenti prudenziali di tipo quantitativo già in uso presso le compagnie assicuratrici (accantonamenti tecnici a fronte degli impegni assunti, requisiti patrimoniali minimi) siano affiancati da requisiti qualitativi di gestione che assicurino una adeguata governance, efficaci ed efficienti sistemi di controllo interno e di individuazione, valutazione e controllo dei rischi.
Art.1 Premessa
Art.2 Ambito di applicazione
Art.3 Definizione del sistema dei controlli interni
PARTE II - SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI E GESTIONE DEI RISCHI: RUOLO
DEGLI ORGANI SOCIALI
Art.4 Consiglio di amministrazione
Art.5 Comitato di controllo interno
Art.6 Alta direzione
Art.7 Collegio sindacale
PARTE III - COMPONENTI DEL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI
Art.8 Cultura del controllo
Art.9 Attività di controllo e separazione dei compiti
Art.10 Flussi informativi e canali di comunicazione
Art.11 Sistema dei controlli interni e attività aziendali affidate in outsourcing
Art.12 Monitoraggio e revisione interna
Art.13 Collaborazione tra funzioni e organi deputati al controllo
PARTE IV - GESTIONE DEI RISCHI
Art.14 Obiettivi del sistema di gestione dei rischi
Art.15 Individuazione e valutazione dei rischi
Art.16 Stress test
Art.17 Funzione di risk management
PARTE V - CONTROLLO INTERNO E GRUPPI ASSICURATIVI
Art.18 Controllo interno e gruppi assicurativi
PARTE VI - COMUNICAZIONI ALL’ISVAP E DISPOSIZIONI FINALI
Art. 19 Comunicazioni all’ISVAP
Art. 20 Disposizioni finali
Leggi seconda parte: la gestione dei rischi
In questa prima parte vedremo i requisiti relativi al sistema dei controlli interni; nella seconda parte analizzeremo le problematiche relative alla gestione dei rischi
A fine 2005, l’ISVAP l’organo di controllo delle imprese assicuratrici ha emanato la “Circolare N. 577/D” (pdf, 149 K) denominata “Disposizioni in materia di sistema dei controlli interni e gestione dei rischi”.
Le disposizioni si applicano alle imprese di assicurazione e riassicurazione con sede legale in Italia o con sedi secondarie in Italia e sede legale in uno Stato terzo rispetto allo S.E.E. (Spazio Economico Europeo).
Le imprese sono tenute ad adeguarsi alla presente circolare entro il 30 giugno 2006.
I principi
L’articolo 1 chiarisce subito la finalità del documento ed i principi a cui si ispira: “La solvibilità delle imprese di assicurazione, la necessità di assicurarne la sana e prudente gestione, e con esse la stabilità del settore assicurativo, non possono prescindere da un solido governo societario e dal buon funzionamento del sistema dei controlli interni e di gestione dei rischi.”È necessario quindi che agli strumenti prudenziali di tipo quantitativo già in uso presso le compagnie assicuratrici (accantonamenti tecnici a fronte degli impegni assunti, requisiti patrimoniali minimi) siano affiancati da requisiti qualitativi di gestione che assicurino una adeguata governance, efficaci ed efficienti sistemi di controllo interno e di individuazione, valutazione e controllo dei rischi.
Il sistema dei controlli interni
Il sistema dei controlli interni è costituito dall’insieme delle regole, delle procedure e delle strutture organizzative volte ad assicurare il corretto funzionamento ed il buon andamento dell’impresa e a garantire, con un ragionevole margine di sicurezza:- l’efficienza e l’efficacia dei processi aziendali;
- un adeguato controllo dei rischi;
- l’attendibilità e l’integrità delle informazioni contabili e gestionali;
- la salvaguardia del patrimonio;
- la conformità dell’attività dell’impresa alla normativa vigente, alle direttive e alle
- procedure aziendali.
- Consiglio di amministrazione,
- l’Alta direzione,
- Collegio sindacale
- Personale tutto
Check list per la compliance
Il Consiglio di amministrazione
Il CDA ha la responsabilità ultima del sistema dei controlli interni; può costituire un Comitato di controllo interno, composto da amministratori non esecutivi, preferibilmente indipendenti ex art. 2387 c.c., al quale affidare funzioni consultive e propositive- Con quali modalità il CDA si assicura della costante completezza, funzionalità ed efficacia, anche con riferimento alle funzioni esternalizzate, del sistema dei controlli interni?
- Con quali modalità il CDA si assicura che il sistema di gestione dei rischi consenta la identificazione, la valutazione e il controllo dei rischi maggiormente significativi?
- Il CDA ha costituito un Comitato di controllo interno? In che misura sono presenti amministratori non esecutivi, preferibilmente indipendenti ex art. 2387 c.c?
- Con quali modalità il CDA promuove un alto livello di integrità e una “cultura del controllo” tale da sensibilizzare l’intero personale sull’importanza e utilità dei controlli interni?
- Il CDA ha approvato il piano di audit?
- Il CDA ha approvato il piano strategico sulla tecnologia della informazione e comunicazione (ICT), volto ad assicurare l’esistenza e il mantenimento di una architettura complessiva dei sistemi altamente integrata sia dal punto di vista applicativo che tecnologico e adeguata ai bisogni dell’impresa?
L’Alta direzione
L’Alta direzione (AD) è responsabile dell’attuazione, del mantenimento e del monitoraggio del sistema dei controlli interni e di gestione dei rischi, in conformità con le direttive del Consiglio di amministrazione.- In che modo l’AD vigila sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento?
- In che modo l’AD si assicura che il CDA abbia una conoscenza completa dei fatti aziendali rilevanti, anche attraverso la predisposizione di un’adeguata reportistica?
Collegio sindacale
- Il Collegio sindacale ha acquisito, all’inizio del mandato, conoscenze sull’assetto organizzativo aziendale ed esaminato i risultati del lavoro della società di revisione per la valutazione del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo contabile?
- Ha verificato l’idoneità della definizione delle deleghe, nonché l’adeguatezza dell’assetto organizzativo prestando particolare attenzione alla separazione di responsabilità nei compiti e nelle funzioni?
- Ha valutato l’efficienza e l’efficacia del sistema dei controlli interni, con particolare riguardo all’operato della funzione di revisione interna della quale deve verificare la sussistenza della necessaria autonomia, indipendenza e funzionalità; nell’ipotesi in cui tale funzione sia stata ceduta in outsourcing valuta il contenuto dell’incarico sulla base del relativo contratto?
- Ha mantenuto adeguato collegamento con la funzione di revisione interna?
- Ha curato il tempestivo scambio con la società di revisione dei dati e delle informazioni rilevanti per l’espletamento dei propri compiti, esaminando anche le periodiche relazioni della società di revisione?
- Ha segnalato al Consiglio di amministrazione le eventuali anomalie o debolezze dell’assetto organizzativo e del sistema dei controlli interni indicando e sollecitando idonee misure correttive? Nel corso del mandato ha pianificato e svolge, anche coordinandosi con la società di revisione, periodici interventi di vigilanza volti ad accertare se le carenze e/o anomalie segnalate siano state superate e se, rispetto a quanto verificato all’inizio del mandato, siano intervenute significative modifiche dell’operatività della società che impongano un adeguamento dell’assetto organizzativo e del sistema dei controlli interni?
- In caso di società appartenenti al medesimo gruppo ha assicurato i collegamenti funzionali ed informativi con i collegi sindacali delle altre imprese?
- Conserva una adeguata evidenza delle osservazioni e delle proposte formulate e della successiva attività di verifica dell’attuazione delle eventuali misure correttive?
Relazioni con il d. lgs. 231/2001
- L’impresa ha adottato un codice etico che definisca le regole comportamentali, disciplini le situazioni di potenziale conflitto di interesse e preveda azioni correttive adeguate, nel caso di deviazione dalle direttive e procedure approvate dal vertice o di infrazione della normativa vigente e dello stesso codice etico?.
Flussi informativi e canali di comunicazione
L’impresa deve possedere informazioni, contabili e gestionali, che garantiscano adeguati processi decisionali e consentano di definire e valutare se siano stati raggiunti gli obiettivi strategici fissati dal Consiglio di amministrazione in modo da sottoporli ad eventuale revisione.- In che modo il Sistema dei Controlli Interni (SCI) garantisce che le informazioni contabili e gestionali siano accurate, complete, tempestive, coerenti, trasparenti pertinenti?
- In che modo il SCI garantisce che le informazioni dirette a terzi, quali l’Autorità di vigilanza, gli assicurati, il mercato siano attendibili, tempestive, pertinenti e comunicate in maniera chiara ed efficace?
- In che modo il SCI garantisce il sistema delle rilevazioni contabili e gestionali interne registri correttamente i fatti di gestione e fornisca una rappresentazione corretta e veritiera della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dell’impresa e in conformità con le leggi e la normativa secondaria in vigore?
I Sistemi informatici
I sistemi informatici devono essere appropriati rispetto alle dimensioni e all’attività dell’impresa e devono fornire informazioni, sia all’interno che all’esterno, accurate, complete, tempestive, coerenti, trasparenti pertinenti.- Gli ambienti di sviluppo e di produzione sono separati?
- Gli accessi ai diversi ambienti sono regolamentati e controllati attraverso procedure disegnate tenendo conto dell’esigenza di limitare i rischi di frode derivanti da intrusioni esterne o da infedeltà del personale?
- Le procedure garantiscono la sicurezza logica dei dati trattati, restringendo, in particolare per l’ambiente di produzione, l’accesso ai dati stessi a soggetti autorizzati e prevedono che tutte le violazioni vengano evidenziate; le procedure sono soggette a verifiche da parte della funzione di revisione interna?
- Le procedure per l’approvazione e l’acquisizione dell’hardware e del software, nonché per la cessione all’esterno di determinati servizi, sono formalizzate?
- Sono adottate procedure che assicurino la sicurezza fisica dell’hardware, del software e delle banche dati, anche attraverso procedure di disaster recovery e back up?
- Al fine di garantire la continuità dei processi dell’organizzazione, sono adottate e documentate procedure e standard operativi orientati alla individuazione e gestione degli eventi che possono pregiudicare la continuità del business, quali:
- eventi imprevisti (black-out, incendi, allagamenti etc.)
- malfunzionamenti dei componenti hardware e software;
- errori operativi da parte del personale incaricato della gestione dei sistemi o da parte degli utenti;
- introduzione involontaria di componenti dannosi per il sistema informativo e di rete;
- atti dolosi miranti a ridurre la disponibilità delle informazioni?
- In caso di fusioni, acquisizioni di portafoglio o operazioni simili, è stato predisposto un piano di integrazione dei sistemi informatici nel quale sono specificati:
- ambiti, funzioni, procedure, applicazioni e basi dati interessate dal processo di integrazione;
- la tempistica associata a ciascuna fase dell’integrazione con particolare riguardo alla migrazione delle basi dati e alle date a partire dalle quali l’integrazione dei portafogli (premi, sinistri etc.) sarà completata;
- le unità e i presidi organizzativi ai quali sono affidati i controlli ed il monitoraggio dell’intero processo di integrazione?
Sistema dei controlli interni e attività aziendali affidate in outsourcing
L’esternalizzazione di funzioni aziendali può implicare rischi aggiuntivi per l’impresa che devono essere controllati e gestiti in maniera adeguata. Relativamente a tali funzioni il sistema dei controlli interni deve garantire controlli di standard analoghi a quelli che sarebbero attuati se l’attività fosse svolta direttamente dall’impresa.- L’impresa ha adottato idonei presidi organizzativi e contrattuali che consentano di monitorare costantemente le attività esternalizzate, la loro conformità a norme di legge e regolamenti e alle direttive e procedure aziendali, il rispetto dei limiti operativi e delle soglie di tolleranza al rischio fissate dall’impresa e di intervenire tempestivamente ove l’outsourcer non rispetti gli impegni assunti o la qualità del servizio fornito sia carente?
- È stato chiaramente individuato all’interno dell’impresa il/i responsabile/i di tali attività di controllo?
Revisione interna (o "internal auditing")
La funzione di revisione interna ha lo scopo di monitorare e valutare l’efficacia e l’efficienza del sistema dei controlli interni anche attraverso attività di supporto e di consulenza alle altre funzioni aziendali.- La funzione di revisione interna (IA) ha uniformato la propria attività agli standard professionali comunemente accettati a livello nazionale ed internazionale?
- L’IA verifica:
- i processi gestionali e le procedure organizzative?
- la regolarità e la funzionalità dei flussi informativi tra settori aziendali?
- l’adeguatezza dei sistemi informativi e la loro affidabilità affinché non sia inficiata la qualità delle informazioni sulle quali il vertice aziendale basa le proprie decisioni?
- la rispondenza dei processi amministrativo contabili a criteri di correttezza e di regolare tenuta della contabilità?
- l’efficienza dei controlli svolti sulle attività cedute in outsourcing?
- L’IA ha pianificato l’attività in modo da identificare le aree da sottoporre prioritariamente ad audit?
- Il piano di audit è stato sottoposto all’approvazione del CDA?
- Il piano di audit individua:
- le attività a rischio,
- le operazioni e i sistemi da verificare,
- la frequenza dell’audit
- le risorse necessarie all’esecuzione del piano?
- L’IA ha proceduto, secondo le modalità e la periodicità fissata dall’organo consiliare, a comunicare al CDA, all’Alta direzione ed al Collegio sindacale la valutazione delle risultanze e le eventuali disfunzioni e criticità; resta fermo l’obbligo di segnalare con urgenza al Consiglio e al Collegio sindacale le situazioni di particolare gravità?
- I rapporti di IA sono conservati presso la sede della società?
- È stata svolta l’attività di follow-up, ossia la verifica a distanza di tempo dell’efficacia delle correzioni apportate al sistema?
- Nel caso di imprese nelle quali la revisione interna sia stata affidata in outsourcing il relativo contratto regola i seguenti aspetti:
- obiettivi, metodologie e frequenza dei controlli;
- modalità e frequenza dei rapporti con il Consiglio di amministrazione e l’Alta direzione;
- possibilità di riconsiderare le condizioni del servizio al verificarsi di modifiche di rilievo nell’operatività e nell’organizzazione della impresa di assicurazione;
- accesso completo ed immediato dell’ISVAP all’attività ed alla documentazione prodotta dai soggetti terzi?
Indice del documento
PARTE I - DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALEArt.1 Premessa
Art.2 Ambito di applicazione
Art.3 Definizione del sistema dei controlli interni
PARTE II - SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI E GESTIONE DEI RISCHI: RUOLO
DEGLI ORGANI SOCIALI
Art.4 Consiglio di amministrazione
Art.5 Comitato di controllo interno
Art.6 Alta direzione
Art.7 Collegio sindacale
PARTE III - COMPONENTI DEL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI
Art.8 Cultura del controllo
Art.9 Attività di controllo e separazione dei compiti
Art.10 Flussi informativi e canali di comunicazione
Art.11 Sistema dei controlli interni e attività aziendali affidate in outsourcing
Art.12 Monitoraggio e revisione interna
Art.13 Collaborazione tra funzioni e organi deputati al controllo
PARTE IV - GESTIONE DEI RISCHI
Art.14 Obiettivi del sistema di gestione dei rischi
Art.15 Individuazione e valutazione dei rischi
Art.16 Stress test
Art.17 Funzione di risk management
PARTE V - CONTROLLO INTERNO E GRUPPI ASSICURATIVI
Art.18 Controllo interno e gruppi assicurativi
PARTE VI - COMUNICAZIONI ALL’ISVAP E DISPOSIZIONI FINALI
Art. 19 Comunicazioni all’ISVAP
Art. 20 Disposizioni finali
Leggi seconda parte: la gestione dei rischi
Chi è Cristina Cellucci?
Cristina è Internal Audit presso un primario gruppo bancario nazionale.IsacaRoma Neswletter link
- Compliance: gli obblighi per le SGR
- Sicurezza e Compliance – l’analisi dei rischi
- Sicurezza e Compliance – prima parte: il quadro di riferimento
- Compliance:
primo schema di Istruzioni di vigilanza di Banca d’Italia
- Incontro sulla Compliance – resoconto (prima parte)
- Sicurezza e Compliance: quando il gioco si fa duro
- Incontro sulla Compliance
- KPMG: nuove sfide per la sicurezza delle informazioni
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