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Sicurezza e Compliance – l’analisi dei rischi

By Manlio Torquato
Creato 2006-09-15 13:05
060915-manliocompliance2 Nella prima parte [1] di questa serie di articoli abbiamo esaminato il quadro di riferimento per quanto riguarda le nuove Istruzioni di vigilanza (pdf [2], 145 K per ora in bozza) sulla Compliance [3].
Passiamo agli aspetti relativi all’analisi dei rischi.
Va subito fatta una premessa: dal punto di vista della compliance l’analisi dei rischi è sia uno dei temi oggetto di verifica sia il risultato finale dell’attività di compliance stessa in quanto essa consiste proprio nel valutare (e gestire) “il rischio di non conformità alle norme”.

COSO Enterprise Risk Management Framework

Ciò premesso la prima scelta da fare è: quale tra gli innumerevoli standard gestione dei rischi conviene adottare? Dovendo parlare di rischi aziendali (e non solamente tecnologici) la scelta non può che ricadere sul
COSO [4] Enterprise Risk Management Framework [5] un framework che non solo descrive i principi, le componenti ed i concetti più importanti della gestione del rischio aziendale ma fornisce anche una roadmap precisa per identificare e gestire i rischi.
L’ERM si basa, inoltre, sull’ Internal Control — Integrated Framework, pubblicato nel 1992 dallo stesso COSO, cioè sullo standard internazionale più noto e diffuso per il sistema di controlli interni; tale standard, negli USA, è stato indicato come guidaline per la compliance al Sarbanes-Oxley Act dal SEC, l’organo di controllo della borsa; USA.

Verifiche di conformità sull’analisi dei rischi

Affrontiamo il primo aspetto del rapporto Compliance/Analisi dei rischi.
Come già detto le già citate Istruzioni di vigilanza richiedono “una chiara e formalizzata individuazione e distinzione di ruoli e responsabilità ai fini della gestione del rischio (…) nonché l’istituzione di un’apposita funzione incaricata della gestione del rischio.
Dobbiamo quindi, a partire dalle “norme di etero e autoregolamentazione” che intendiamo seguire, censire e valutare sia “cosa” viene fatto in ambito gestione del rischio” per le norme che ci interessano sia “chi” e “come” se ne occupa.
Ricapitoliamo:
1) ci occupiamo solo di aspetti di sicurezza della compliance

2) teniamo conto solo delle seguenti norme come già precedentemente indicato http://www.isacaroma.it/html/newsletter/node/219:

3) per ciascuna di tali norme individuiamo le attività richieste (il “cosa”) ai sensi delle Istruzioni di vigilanza; ad esempio prendiamo in considerazione  [BC-V1] – Obbligo dell’analisi d’impatto (business impact analysis).
Il NIST, nel suo“
Contingency Planning Guide for Information Technology Systems [7]” prevede le seguenti fasi per il BIA:
  1. definire e classificare le risorse IT ed i processi aziendali,
  2. di identificare le interdipendenze
  3. di determinare le priorità.
4) per ciascuno di tali attività (il cosa):

Rischio potenziale e rischio reale

Inherent risk

Passiamo ora al secondo aspetto: la valutazione del rischio di non conformità.
Per ciascuna delle norme dare una valutazione del rischio potenziale (inherent risk secondo la terminologia di ERM) che potrebbe ad esempio essere collegata al danno potenziale che la Banca riceverebbe in caso di mancata conformità alla norma in oggetto. Usiamo ad esempio una scala A, B, C (con A = massimo danno e C = minimo danno) e decidiamo che:

[BI-V1] = A
[BI-V2] = C
[BI-V3] = C
[BC-V1] = B
[ME-A1] = B
[GP-C1] = C
[GP-C2] = C
[GP-C2] = C

Effective risk

Per ogni norma analizzata valutiamo, per mezzo di una check list, quello che è stato effettivamente svolto rispetto alle attività previste.
Ad esempio rispetto alla BIA, ci chiediamo:
Per ogni item, sulla base delle evidenze riscontrate, diamo una valutazione dei controlli esistenti utilizzando una scala ad esempio da 1 (minima copertura) a 5 (massima copertura).

Nota

La fase di valutazione del rischio (inherent ed effective) va fatte per tutte le attività che rientrano in ambito “sicurezza” (non solo per le attività di sicurezza relative all’analisi dei rischi… e scusate la ricorsione!).

Fine seconda parte
Leggi la
prima parte [8] 

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Chi è Manlio Torquato?

 Manlio si occupa di sicurezza informatica da tanti anni. È tra i fondatori dell'Associazione Nazionale Esperti di Sicurezza e Compliance (
ANESC [13])
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