IsacaRoma: Cos’è l’AICOM?
Claudio Cola: L’associazione si è costituita a Roma il 15 novembre 2005 con l’obiettivo di far crescere l’attenzione sulla Compliance collaborando con autorità di controllo, associazioni di categoria, mondo accademico e, naturalmente, operatori del settore. L'associazione non persegue finalità di lucro; rientrano tra i suoi principali compiti:
- promuovere studi, ricerche, pubblicazioni, convegni con le Autorità e Associazioni di categoria;
- favorire lo scambio di informazioni ed esperienze anche a livello internazionale nonché relazioni tra studiosi e tra questi e gli operatori del settore;
- seguire l’evoluzione della normativa nazionale e internazionale e la sua interpretazione;
- intrattenere gli opportuni contatti e dialoghi con università, associazioni, Pubblica amministrazione e mondo politico.
CC: E’ un’attività che individua, valuta, supporta, controlla e riferisce in merito al rischio di:
- sanzioni legali o amministrative;
- perdite operative;
- deterioramento della reputazione aziendale;
- leggi;
- regolamenti;
- procedure e codici di condotta;
- best practices.
L'argomento è di particolare attualità, in particolare per le istituzioni finanziarie tanto che il neo Governatore della Banca d'Italia nelle sue considerazioni dello scorso 31 maggio (pdf [2], 83 K)ha ricordato che “il buon nome della banca, legato alla correttezza dei comportamenti ed alla qualità dei prodotti venduti diventa un elemento cruciale per la competitività e la stessa stabilità degli intermediari ..... Vanno rafforzati i presidi volti a orientare la cultura aziendale al rigoroso rispetto delle regole, alla corretta gestione dei conflitti d'interesse, alla conservazione del rapporto fiduciario con la clientela. La Banca d'Italia emanerà istruzioni alle banche perché istituiscano una specifica funzione di verifica della compliance, cioè della conformità dei propri comportamenti alle prescrizioni normative e di autoregolamentazione.”
IR: Quali aziende dovrebbero avere una funzione di Compliance?
CC: Il mondo bancario e finanziario in primo luogo, in quanto Basilea II [3] prevede l’individuazione di una funzione Compliance in banca. Inoltre tutte le aree imprenditoriali con punti di contatto con la PA ed al mondo finanziario per la rilevanza che hanno le sempre più frequenti normative c.d. di ordine generale o di ordine pubblico e trasversali e le c.d. best practices (assicurazioni, industrie farmaceutiche, ecc.). Infine le imprese quotate in borsa e le grandi imprese per le quali l’allineamento a tali norme necessita di un presidio particolare.
IR: Come opera la compliance in azienda?
CC: In termini funzionali è un sistema aziendale di presidi organizzativi e operativi che la singola azienda pone in essere per evitare disallineamenti rispetto all’insieme delle regole esterne ed interne.
L’allineamento al sistema dispositivo consente:
- di circoscrivere ex ante il rischio di sanzioni penali, civili, amministrative (c.d. asset visibili) e minimizzare ex post le conseguenze di possibili disallineamenti;
- di salvaguardare la reputazione aziendale e la fiducia dei diversi stakeholders (azionisti, clienti, dipendenti, ecc.) (c.d. asset invisibili);
- di costruire un patrimonio di regole e di valori che possono caratterizzare l’identità dell’impresa con ricadute positive anche in termini di risultati di business.
IR: Qual è l’interesse per il tema della Compliance in Italia e nel resto del mondo?
CC: La funzione Compliance è da tempo diffusa nel mondo anglosassone, ma normative in materia sono recentemente state emanate anche in Francia e Belgio, senza naturalmente dimenticare il Sarbanes Oxley Act americano.
Inoltre esistono alcune fonti internazionali che trattano il tema della Compliance, quali Comitato di Basilea, IOSCO [4], CESR [5], MIFID [6].
In Italia, oltre ad essere imminente per le banche il recepimento da parte di Banca d’Italia della normativa del Comitato di Basilea (già recepite da BI per le SGR), esistono alcune norme che, pur non facendo riferimento esplicito alla Compliance, trattano argomenti tipici della Compliance e spesso prevedono figure integrabili nella funzione di Compliance. Esempi sono:
- d.lgs 231/2001 sulla responsabilità amministrativa delle società e degli enti per fatti dipendenti da reato;
- d.lgs 209/2005 “il Codice delle Assicurazioni private”;
- d.lgs 196/2003 (c.d.codice sulla privacy) relativa al trattamento dei dati personali;
- legge 197/1991 in materia di antiriciclaggio (delegato alla segnalazione delle operazioni sospette);
- legge 262/2005 recante disposizioni per la tutela del risparmio e per la disciplina dei mercati finanziari.
CC: L’incontro avrà luogo presso la sala convegni di Dexia Crediop [7] in via Venti Settembre 30 in Roma. La partecipazione è gratuita previo registrazione via email o telefonica con le modalità indicate nel sito.
Il programma (pdf [8], 77 K) è quello di seguito indicato:
Registrazione e welcome coffee
9,45 Saluto ai partecipanti
Marc Brugière - Amministratore Delegato Dexia Crediop
10,00 Presentazione dell’incontro
Claudio Cola - Presidente AICOM, Isabella Bufacchi - il Sole 24 ore
10,30 La Funzione Compliance come creazione di valore per l’impresa
Claudio Clemente - Responsabile Vigilanza enti creditizi Banca d’Italia
11,00 Prospettive nel sistema finanziario italiano
Giovanni Sabatini - Responsabile Divisione intermediari Consob
11,30 La Compliance ed i recenti interventi normativi
Carlo Comporti - Deputy to the Secretary General CESR
12,00 Collocazione organizzativa e costi / benefici della funzione:
tavola rotonda e dibattito
Moderatore: Isabella Bufacchi - Il Sole 24 ore
Panel:
Roberto Aguiari - Università Roma Tre
Loris Nadotti - Università di Perugia
Antonio Pedone - Presidente Onorario Dexia Crediop
Gianfranco Torriero - Direttore Centrale ABI
Esponenti AICOM
13,30 Chiusura dei lavori
Mauro Cicchiné - Presidente Dexia Crediop
IR: Grazie e buon lavoro
CC: Grazie a voi